Controlli a due settimane dall’omicidio di Abanoub Youssef: l’obiettivo è impedire l’introduzione di coltelli o altre armi bianche.
La Spezia – A due settimane dall’omicidio di Abanoub Youssef, ucciso a coltellate in classe, scattano i controlli davanti alle scuole della Spezia. Questa mattina carabinieri e polizia hanno presidiato l’ingresso dell’istituto Einaudi-Chiodo, teatro di uno dei delitti più sconvolgenti degli ultimi anni, effettuando verifiche sugli studenti in entrata con unità cinofile e metal detector portatili.
La decisione è stata presa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, con l’obiettivo di impedire l’introduzione a scuola di coltelli o altre armi bianche e di rassicurare studenti, famiglie e personale scolastico.
Abanoub, per tutti “Aba”, aveva 19 anni ed è stato accoltellato a morte da un compagno di classe, Atif Zouhair, al termine di una lite nata per una ragazza. L’aggressione è avvenuta durante la ricreazione, nel corridoio davanti alla classe terza frequentata dalla vittima. Il giovane aggressore, reo confesso, si trova attualmente in carcere.
Le indagini, però, non sono ancora concluse. La Procura, come riferisce La Nazione, sta cercando di chiarire diversi punti rimasti oscuri, in particolare il clima di tensione che avrebbe preceduto l’omicidio. Secondo quanto riferito sia dalla ragazza al centro della contesa sia dallo stesso Atif, Abanoub avrebbe ricevuto messaggi intimidatori da presunti “amici” dell’aggressore, descritti come persone pericolose, pronte a intervenire.
Un peso psicologico che, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe spinto Atif a procurarsi un coltello. La lama non proveniva da casa: il coltello da cucina sarebbe stato acquistato la mattina stessa del delitto in un negozio, poche ore prima della tragedia.