I ladri hanno aggirato gli allarmi e portato via le opere attribuite al maestro. Tra i pezzi anche tre tavole del Polittico di San Gregorio.
Messina – Durante la serata di Ferragosto, alcuni ladri sono riusciti a entrare nelle sale del museo MuMe e a portare via quattro opere attribuite ad Antonello da Messina, aggirando allarmi e sistemi di sicurezza. Tra i pezzi spariti ci sono tre tavole del celebre Polittico di San Gregorio e una piccola opera bifronte, sottratta direttamente da una teca blindata.
Il colpo sarebbe stato messo a segno intorno alle 21.50. Sul posto sono arrivate le forze di polizia e gli specialisti della scientifica, che hanno passato al setaccio gli ambienti per ricostruire l’accaduto e cercare tracce utili. Gli investigatori hanno inoltre acquisito i filmati delle telecamere e stanno verificando anche l’eventuale presenza di complici all’esterno. Per consentire gli accertamenti, il museo resterà chiuso al pubblico nella giornata di domenica 16 agosto.
Il Polittico di San Gregorio, noto anche come del Rosario, era stato commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. Dell’opera originale, composta da sei tavole, oggi ne restavano cinque: tre sono state portate via dai ladri.
Al centro del polittico compariva la Madonna in trono con il Bambino e gli angeli reggicorona, mentre ai lati erano raffigurati i santi Gregorio e Benedetto. Nella parte superiore si trovavano invece l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata. La tavola centrale della cimasa, probabilmente dedicata al Cristo morto sorretto dagli Angeli, è andata perduta nel corso del tempo.
A finire nelle mani dei ladri anche una tavoletta bifronte, estratta dalla teca blindata. Su un lato sono raffigurati la Madonna con il Bambino benedicente e un francescano in adorazione, sull’altro Cristo in Pietà. L’opera è stata attribuita ad Antonello nel 2003 e acquistata nello stesso anno dalla Regione Siciliana tramite Christie’s, dopo essere appartenuta alla collezione di Wilhelm Soldan dal 1930.
Le sue dimensioni ridotte fanno pensare che fosse destinata alla devozione privata. Gli studiosi, sulla base dei confronti stilistici con le opere certe dell’artista, la collocano tra il 1465 e il 1474.
La direttrice del museo regionale di Messina, Marisa Mercurio, ha parlato di forte sgomento per il furto, sottolineando come le opere sottratte fossero tra le più importanti e conosciute di Antonello. Una perdita pesante non soltanto per il museo, ma per l’intera città e per il mondo dell’arte. Mercurio ha spiegato che le indagini sono già in corso e ha auspicato che gli autori vengano individuati. I ladri, ha aggiunto, sarebbero riusciti ad aggirare i sistemi di allarme e le altre protezioni.
Anche il Comune di Messina ha espresso preoccupazione per quanto accaduto, definendo particolarmente grave il fatto che il colpo sia avvenuto proprio durante le ore della Processione della Vara, uno degli appuntamenti più sentiti dalla città.
Per il sindaco Federico Basile si tratta di un episodio gravissimo, reso ancora più doloroso dal momento scelto per agire: il furto è avvenuto mentre la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata segnata anche dal ricordo delle vittime del crollo di Pistunina, degli incidenti stradali e, più in generale, di chi ha perso la vita troppo presto.
Basile ha infine ribadito la ferma condanna per il gesto e l’auspicio che le indagini possano portare rapidamente al recupero delle opere e all’individuazione dei responsabili.