La Farnesina monitora circa 500 connazionali sull’isola indonesiana dopo il sisma di magnitudo 7,7. Nessuna vittima italiana segnalata.
Giacarta – Non risultano italiani tra le vittime del violento terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’isola di Flores, in Indonesia. La situazione resta però in evoluzione. Secondo la Farnesina, mentre i soccorritori continuano a raggiungere le zone più isolate, il bilancio è salito ad almeno 47 morti e oltre cinquemila persone sono state costrette a lasciare le proprie case.
Frane, blackout e problemi alle comunicazioni stanno complicando le verifiche nei villaggi più vicini all’epicentro. L’Unità di crisi e l’ambasciata italiana a Giacarta sono al lavoro per controllare le condizioni dei circa 500 connazionali presenti sull’isola. Al momento non vengono segnalati né morti né feriti italiani.
Un primo quadro arriva da Labuan Bajo, una delle principali località turistiche della zona. Due stranieri sono rimasti feriti mentre cercavano di mettersi in salvo dall’Hotel Jayakarta, pesantemente danneggiato dal sisma. Si tratta però di due cittadini cinesi, entrambi trasferiti in ospedale.
Nelle cronache locali non risultano italiani dispersi, ricoverati o coinvolti nei crolli. Anche le autorità del distretto di Manggarai Barat, dove si trova Labuan Bajo, riferiscono che nessun turista sarebbe morto nella zona. Un elemento che, almeno per ora, sembra andare nella stessa direzione delle informazioni diffuse dall’Italia.
Intanto, l’allerta tsunami ha creato non pochi problemi agli spostamenti. Quasi mille turisti stranieri erano rimasti temporaneamente bloccati sull’isola di Padar dopo lo stop alla navigazione, ma sono stati riportati a Labuan Bajo e risultano al sicuro. Gli ospiti degli alberghi erano stati fatti uscire dalle strutture e trasferiti in aree più sicure.
Tra i casi seguiti dalla Farnesina c’è quello di 13 turisti bolognesi, sorpresi dall’allerta mentre si trovavano in barca nell’arcipelago di Komodo. Il gruppo ha raggiunto la costa, si è spostato in altura e ha cercato di anticipare il rientro. Senza trovare posto sui primi voli, i viaggiatori sono tornati in albergo e hanno prenotato un collegamento per Bali.
Sul fronte dei trasporti, il quadro è meno nero di quanto sembrasse nelle prime ore. L’aeroporto di Komodo, a Labuan Bajo, ha continuato a funzionare e la navigazione turistica e passeggeri è ripresa in mattinata. In alcuni casi, però, gli spostamenti hanno subito rallentamenti e cancellazioni.
Due voli Wings Air da Kupang verso Ende, per esempio, sono stati cancellati, lasciando a terra 126 passeggeri. Controlli aggiuntivi sono stati necessari anche per i collegamenti con Ruteng, mentre gli scali di Maumere e Labuan Bajo risultavano operativi.