Meloni traccia la rotta di settembre: fisco, lavoro e nessun rimpasto

La premier ha anticipato le priorità dell’esecutivo per la ripresa autunnale, tra riduzione delle tasse, stabilità occupazionale e un bilancio dei primi anni di governo.

Archiviata la pausa estiva, l’esecutivo tornerà a concentrarsi su fisco e occupazione, con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il carico fiscale, sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e consolidare un mercato del lavoro sempre più orientato alla stabilità dei contratti. In un’intervista esclusiva al settimanale Chi, Meloni ha escluso categoricamente qualsiasi ipotesi di rimpasto ministeriale, ribadendo la volontà di proseguire sulla linea tracciata finora.

Interrogata sul lavoro svolto fino a questo momento, la premier ha rivendicato con decisione l’operato dell’esecutivo, sottolineando come nessuno possa accusarla di essersi risparmiata. Tra i risultati citati figurano le misure per contenere il prezzo dei carburanti, gli interventi a favore dell’occupazione stabile, le politiche contro lo spopolamento dei centri urbani minori e un approccio alle questioni ambientali definito più pragmatico e meno condizionato dall’ideologia.

Dopo una prima tappa a La Maddalena, Meloni proseguirà le ferie in altre località italiane che ha scelto di non rendere note per tutelare la propria privacy e i momenti da trascorrere con la figlia Ginevra. Nel racconto della premier trovano spazio i piccoli rituali delle sue pause estive: un libro per allontanarsi dalla lettura quotidiana dei dossier di governo, una partita a burraco, la ricerca di giornate senza orari rigidi. Un equilibrio comunque difficile da raggiungere, come ammette lei stessa, tra cronisti appostati e fotografi in cerca dello scatto giusto: per la premier restano comunque gli unici giorni dell’anno in cui può vivere semplicemente da madre.

Meloni ha spiegato di ridurre al minimo le occasioni in cui Ginevra compare in pubblico, per non farle perdere giorni di scuola, allargando poi il discorso alle difficoltà che le nuove generazioni si trovano ad affrontare. Tra le preoccupazioni principali indica i rischi legati ai nuovi strumenti digitali e alla diffusione dell’intelligenza artificiale, che secondo lei rendono sempre più incerto il confine tra realtà e finzione e potrebbero ridurre le prospettive occupazionali future. Il timore più profondo riguarda però la capacità di ragionare in autonomia: la premier si dice colpita dal fatto che sempre più ragazzi rinuncino a formarsi un pensiero proprio, preferendo affidarsi direttamente alle risposte di una macchina, un fenomeno che a suo avviso famiglie e società non sono ancora pronte a gestire.

A chiusura dell’intervista non è mancata una dedica al generale Roberto Vannacci e al suo movimento Futuro Nazionale, che rivendica circa 140mila iscritti e ha da poco presentato un proprio manifesto politico. Meloni non usa mezzi termini nel definire l’operazione come una manovra costruita per fare gli interessi della sinistra.