Meloni e Conte, scontro a distanza sulla Commissione Covid

Il leader del Movimento 5 Stelle ha accusato la premier di essere la regista degli attacchi ricevuti in commissione d’inchiesta, mentre Giorgia Meloni ha respinto le accuse.

Roma – La presidente del Consiglio ha risposto a distanza al leader del M5S dopo l’audizione di quest’ultimo in commissione Covid, respingendo l’accusa di aver orchestrato gli attacchi ricevuti e rivendicando la necessità di fare chiarezza sulla gestione della pandemia.

A innescare la reazione della premier sono state le parole pronunciate da Giuseppe Conte, fuori da Palazzo San Macuto, al termine di un’audizione durata tre ore davanti alla commissione d’inchiesta sul Covid. L’ex presidente del Consiglio aveva attribuito a Giorgia Meloni il ruolo di ideatrice degli attacchi ricevuti, sfidandola a un confronto diretto sul piano politico, senza ricorrere – a suo dire – a espedienti e manovre.

Meloni ha replicato sui social, respingendo l’idea che la commissione sia uno strumento costruito contro Conte e rivendicando l’assenza di qualunque volontà di infangare qualcuno o di trasformare in scontro personale una tragedia che ha segnato milioni di famiglie italiane. Ha poi ribaltato l’accusa, sostenendo che sia stato il Movimento 5 Stelle, negli anni, a preferire il sospetto e l’insinuazione alla ricerca dei fatti, arrivando a delegittimare anche il lavoro della commissione e dei giornalisti impegnati a ricostruire la gestione della pandemia. Per la premier l’obiettivo dovrebbe essere condiviso da tutti: fare piena luce sulle decisioni assunte durante l’emergenza, sull’impiego delle risorse pubbliche e sulle relative responsabilità, ovunque esse si trovino. Dice di non comprendere perché Conte non abbia scelto fin da subito di unirsi a chi chiedeva chiarezza, preferendo invece una postura difensiva.

Nella sua audizione, prima dello scontro serale, Conte aveva ripercorso le scelte compiute a Palazzo Chigi tra il 2020 e il 2021, dicendosi certo che nessun approfondimento potrà mai far emergere illeciti a suo carico. Aveva inoltre reso noto di aver consegnato alla procura di Roma un fascicolo, arrivato in forma anonima, che conterrebbe elementi utili ad approfondire la transazione con cui, lo scorso ottobre, Palazzo Chigi e il Ministero della Salute hanno chiuso la controversia legale con la società di mascherine Jc Electronics, riconoscendole un risarcimento di circa 100 milioni di euro.

La replica di Conte alla premier è arrivata ancora sui social e ha rilanciato lo scontro con una serie di domande dirette: le chat del sottosegretario Delmastro legate a un presunto prestanome della criminalità organizzata, le Regioni di centrodestra rimaste fuori dalle verifiche sulla gestione Covid, il processo per truffa che riguarda la ministra Santanchè. Il leader del M5S ha rivendicato le ore passate in audizione a rispondere nel merito, chiedendo alla premier la stessa disponibilità a farsi interrogare dal Paese.