Meloni: “Magistratura delegittimata dalle menzogne dell’ANM sul referendum”

Nella conferenza stampa di inizio anno la premier attacca le toghe ma nega lo scontro. Focus su sicurezza, legge elettorale e piano casa.

Roma – Giorgia Meloni traccia la rotta del 2026 in una lunga conferenza stampa in cui tocca tutti i temi caldi dell’agenda politica, dalla giustizia alla sicurezza, dall’economia alle pensioni. La presidente del Consiglio evita toni apertamente polemici verso l’opposizione ma riserva critiche nette alla magistratura,pur negando di voler alimentare uno scontro istituzionale.

“Sapete cosa delegittima i magistrati? La campagna dell’ANM nelle stazioni, perché se chi ha nel suo DNA la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna contro il referendum, questo delegittima”, afferma senza mezzi termini. Secondo Meloni, le argomentazioni contro il referendum sulla giustizia sarebbero “campate in aria”, segno che “nel merito ci sono pochi argomenti”. La premier sostiene che alcuni magistrati con le loro decisioni “mettono a repentaglio la sicurezza” rendendo “vano il lavoro del Parlamento e delle forze dell’ordine”, precisando però che le sue critiche servono “per migliorare” e non per delegittimare.

Sul fronte legislativo, Meloni annuncia che sulla legge elettorale “l’auspicio è che la riforma sia condivisa, ma non escludo che si andrà a colpi di maggioranza”. Tra le prossime mosse del governo spicca il piano casa con diecimila appartamenti a prezzi calmierati in dieci anni, “senza condoni”, e la legge anti-maranza. Sul tema sicurezza la premier promette un cambio di passo: “Deve essere vietato il porto di armi da taglio e la vendita online”.

La presidente del Consiglio affronta anche i nodi economici: in arrivo misure per abbassare i prezzi dell’energia, mentre sull’ex Ilva garantisce che “nessun intento predatorio sarà avallato”. Sul fronte internazionale ribadisce che “non ci saranno truppe italiane in Ucraina” ed è arrivato il momento che l’UE parli con la Russia, mentre non esclude la partecipazione italiana a una forza multinazionale in Medio Oriente.

Meloni rivendica poi la solidità dell’esecutivo: “Siamo il governo più solido perché abbiamo una maggioranza che opera in un tempo in cui siamo chiamati a prendere decisioni epocali”. Sulla questione bancaria respinge le critiche: “Che il governo non sia stato spettatore sono valutazioni oggettivamente infondate”. Infine, nega qualsiasi attrito con il Quirinale: “I rapporti con il presidente Mattarella sono ottimi. Quando non siamo d’accordo troviamo sempre le soluzioni e quando si tratta di difendere gli interessi nazionali lui c’è sempre”.