Pranzare o cenare da soli, a volte, fa bene. Ci si ritrova con sè stessi e in pace per trascorrere un’ora di relax senza rendere conto a nessuno. Il trend è in aumento anche in Italia.
Quasi quasi mi faccio solo un dining! Negli ultimi tempi si sta diffondendo a macchia d’olio l’abitudine di andare al ristorante e mangiare da soli. Il fenomeno viene definito “solo dining” dall’anglicismo dominante. Una volta entrare in un locale senzaa compagnia era visto come il massimo della sfiga, mentre oggi è percepito sempre meno come uno stigma e più come un atto di cura di sé e libertà. In Italia le prenotazioni per una persona sono aumentate del 15,3% nel 2024, rappresentando il 4,1% del totale su “TheFork”, la principale piattaforma europea per la scoperta e la prenotazione online di ristoranti.
A conferma di una forte e crescente indipendenza personale, i cui artefici principali sono i Millenials, Gen Z e nomadi digitali. Tra le caratteristiche che hanno diffuso il trend ce ne sono diverse: un’esperienza di benessere, mangiare da soli è considerato un momento di cura personale e relax, per staccare dal caos quotidiano. Ma ce n’è di più: il cambio di stigma, un tempo visto come una necessità lavorativa, oggi è una scelta consapevole di libertà e indipendenza; adattamento dei ristoranti, molti locali si stanno adattando con banconi singoli, tavoli “per uno” e menù dedicati, offrendo un’accoglienza più inclusiva.
Target in crescita: il fenomeno è spinto dall’aumento delle persone che vivono da sole e dallo smart working; alto valore economico, perché i clienti singoli, in alcuni casi, spendono il 48% in più secondo OpenTable, una piattaforma globale online che collega milioni di buongustai con oltre 60.000 ristoranti. Ma perché si decide di mangiare in solitaria?
Per ritagliarsi tempo, godersi la propria compagnia, leggere o semplicemente gustare il cibo; libertà di scelta, non dipendere dai gusti o dagli orari di qualcun altro; stabilità emotiva, rappresenta una sana relazione con sé stessi o semplicemente perché si vuole stare per i cavoli propri. Il fenomeno si sta estendendo anche in Italia, malgrado resista la cultura della convivialità e della forte identità di gruppo.
L’interesse alla tendenza è nato nel Regno Unito grazie a Reddit, una piattaforma web che combina caratteristiche di social network, forum e aggregatore di notizie, organizzata in migliaia di comunità tematiche chiamate “subreddit“. In Italia il fenomeno ha attecchito con facilità visto il crescente esercito di single che, secondo l’Istat, entro il 2050 raggiungerà il 36-41% del totale. Come al solito si presenta anche la discriminazione di genere verso le donne che mangiano da sole, perché ancora oggi l’immagine dominante sulla donna è orientata alle relazioni.

C’è da registrare che, a volte, la pressione maggiore è sentita a priori. I ristoranti e locali visto l’andamento del mercato si stanno adeguando al cambiamento. Del resto sono pur sempre aziende che quando “annusano” l’odore dei soldi, si comportano come fiere selvatiche a caccia delle prede. Infatti i posti per single vengono allestiti anche al banco, con tavoli che si affacciano alle vetrine e altri più piccoli.
Un modo per comunicare che stare in solitudine in un ristorante sta diventando abitudinario, non un caso eccezionale e imprevisto. Anche l’accoglienza manifesta la stessa naturalezza destinata alle comitive. Ormai in molte grandi città vedere un solo coperto in un ristorante è diventata una consuetudine. Un po’ meno nei piccoli centri, anche se il fenomeno sta prendendo piede anche qui.
D’altronde bisogna seguire l’onda del costume sociale. Tuttavia un po’ di malinconia assale chi è prossimo alla pensione, ricordando quando in un locale si andava in due o più persone e si creava un clima festoso. Se uno vuole mangiare da solo può sempre evitare la fatica di andare al ristorante, standosene comodo a casa sua.