Lega, ddl contro il velo: carcere fino a 3 anni per chi lo impone

Stop a qualsiasi copricapo religioso o etnico tranne che nei luoghi di culto. Previste multe fino a 30mila euro.

Roma – La Lega torna all’attacco del velo islamico con un disegno di legge che non lascia margini di ambiguità: niente più coperture del viso negli spazi pubblici, con l’unica eccezione dei luoghi di culto. E chi costringe qualcun altro a indossare burqa, niqab o qualsiasi altro accessorio che nasconda il volto rischia fino a tre anni di carcere e multe che possono arrivare a 30mila euro.

Il ddl depositato al Senato e firmato da Gianmarco Centinaio e dal capogruppo Massimiliano Romeo si compone di quattro articoli e punta a modificare radicalmente la legge Reale del 1975, quella nata per combattere il terrorismo degli anni di Piombo vietando caschi e maschere durante le manifestazioni. Ora il Carroccio vuole aggiornare quella norma inserendo un riferimento esplicito al velo e a tutti gli “indumenti o accessori di qualsiasi tipo di origine etnica, culturale o religiosa” che coprano il volto.

La mossa più significativa è la cancellazione del “giustificato motivo” che nella legge del ’75 escludeva il divieto. Questo significa che se il ddl venisse approvato, il velo sarebbe vietato senza più possibilità di invocare ragioni religiose o culturali. Le uniche eccezioni riguarderebbero i luoghi di culto, le necessità sanitarie come le mascherine anti-Covid, e ovviamente il casco obbligatorio per chi guida moto e scooter.

“In questo modo sarà sempre possibile identificare chi si muove in uno spazio pubblico, come piazze, uffici, ospedali e scuole”, spiega Centinaio. “Così da evitare scambi di persona e limitare situazioni che possano mettere in pericolo gli altri cittadini”. Il senatore leghista sostiene che l’attuale formulazione della legge sarebbe “ambigua” lasciando “troppi margini di interpretazione ai giudici”.

Ma la vera novità sul piano penale è l’introduzione del reato di costrizione all’occultamento del volto. Chiunque obblighi un’altra persona – attraverso violenza, minaccia o abuso di autorità – a coprirsi il viso rischierebbe da uno a due anni di carcere oltre a una multa compresa tra 10mila e 30mila euro. E le pene aumenterebbero della metà se la vittima è donna, minore o persona con disabilità.

Se poi l’autore della costrizione è un genitore, scatterebbe automaticamente la segnalazione al tribunale per i minorenni che potrebbe valutare provvedimenti drastici: dalla decadenza della responsabilità genitoriale fino all’allontanamento del minore dalla famiglia. Una misura che secondo Centinaio si renderebbe necessaria perché “in alcuni casi il velo è una delle forme attraverso cui i genitori impediscono l’integrazione delle proprie figlie, negando loro il diritto di vivere liberamente nella nostra società”.

Se approvato, il ddl renderebbe illegale uscire di casa con il niqab o il burqa ovunque tranne che per andare in moschea. Una donna musulmana che indossa il velo integrale non potrebbe più camminare per strada, entrare in un ufficio pubblico, accompagnare i figli a scuola, fare la spesa. A meno di non togliersi il velo prima di uscire dal luogo di culto.

La norma si applicherebbe a “qualsiasi tipo di origine etnica, culturale o religiosa”. Quindi non solo il velo islamico ma teoricamente anche qualsiasi altro copricapo che nasconda il volto per motivi culturali o religiosi.

Il ddl è stato depositato al Senato dove lo attende il consueto iter prima di tramutarsi in legge.