I due braccianti extracomunitari, sprovvisti del permesso di soggiorno, erano costretti a vivere in condizioni degradanti senza mai un giorno di riposo.
Oristano – Due anni di lavoro nei campi, mai interrotti da un giorno di riposo o di ferie: è la condizione in cui i carabinieri hanno trovato due lavoratori stranieri, privi di permesso di soggiorno e completamente in nero, impiegati presso un’azienda agricola dell’Oristanese.
A far scattare l’indagine, condotta dal Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro di Oristano insieme al Comando Provinciale e agli assistenti amministrativi dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Cagliari Oristano, sono stati i controlli che hanno portato alla luce condizioni riconducibili al reato di sfruttamento della manodopera, previsto dall’articolo 603 bis del codice penale.
Gli accertamenti hanno rivelato anche il tipo di alloggio riservato ai due uomini: una struttura piccola, priva di qualsiasi servizio igienico, in condizioni sanitarie giudicate scadenti dagli investigatori. A peggiorare il quadro, l’azienda risultava sprovvista del documento di valutazione dei rischi, obbligo di legge la cui mancanza rientra tra le violazioni più gravi in tema di sicurezza sul lavoro. Non solo: sul luogo di lavoro era attivo un impianto di videosorveglianza puntato sui dipendenti, installato senza le autorizzazioni richieste né intese con le rappresentanze sindacali, in contrasto con quanto previsto dallo statuto dei lavoratori.
Per il titolare dell’azienda è scattato il deferimento all’Autorità Giudiziaria, sia per lo sfruttamento dei lavoratori sia per averli impiegati senza regolare permesso di soggiorno. Le sanzioni penali ammontano a circa 2.600 euro, mentre quelle amministrative raggiungono i 37.800 euro.