Softair solo sulla carta, erano armi ad alta potenza

Sequestrato un lotto proveniente dalla Slovenia: i fucili superavano i limiti e sono stati riclassificati come armi da sparo.

La Spezia – I finanzieri del Comando provinciale, unitamente a funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, hanno posto sotto sequestro, nel porto cittadino, un ingente lotto di armi ad aria compressa dichiarate in dogana come semplici strumenti per il softair. Il carico, proveniente dalla Slovenia e diretto in Cile, era composto da 65 fucili per softair, con calibro variabile tra 4,5 e 9 millimetri, per un valore commerciale stimato di circa 70.000 euro.

In particolare, gli approfondimenti tecnici e documentali, esperiti nel corso dei controlli, hanno evidenziato una potenza di uscita del proiettile compresa fra 50 e 120 joule, ben superiore al limite di 7,5 joule previsto per gli strumenti ad aria compressa di libera vendita.

In ragione di tali caratteristiche, i fucili sono stati riclassificati come armi comuni da sparo ai sensi della normativa vigente, categoria che comprende anche le armi ad aria compressa dotate di significativa capacità offensiva.

Dagli accertamenti è inoltre emerso che le armi, oltre ad essere prive della prescritta licenza in violazione delle disposizioni del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, violavano anche le norme del Codice penale in materia di fabbricazione, introduzione nello Stato e commercio abusivo.

L’intero lotto è stato dunque sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, che procederà alle valutazioni di competenza in ordine alle responsabilità dei soggetti coinvolti.