Il caffè sempre più caro, gli italiani riscoprono i chicchi da macinare

L’aumento dei prezzi spinge i consumatori a cambiare abitudini, con un ritorno al macinacaffè e alla materia prima.

Il caffè rappresenta una delle bevande fiore all’occhiello dell’Italia, un vero e proprio simbolo del made in Italy, ma anche una fonte di preoccupazione se teniamo conto dell’impennata dei costi che ha investito il settore alimentare.

Non è infatti la prima volta che si parla di aumento dei costi per il caffè. Basti pensare all’ordinazione al bar: se un tempo costava poche decine di centesimi, adesso abbiamo superato di gran lunga l’euro e in alcuni casi una tazzina di caffè può costare anche oltre 1,70 €.

Negli anni, i consumatori hanno investito nell’acquisto di elettrodomestici dedicati alla preparazione casalinga del caffè, quali le macchinette a cialde o capsule, la moka elettrica e le macchine con manicotto per dosare il macinato. Il tutto senza dimenticare l’intramontabile moka tradizionale, ancora presente nella maggior parte delle abitazioni.

Eppure, nonostante tutto, si assiste a un vero e proprio ritorno al passato: l’acquisto del caffè in chicchi, da macinare direttamente a casa. Per replicare a casa l’esperienza del bar, si predilige la materia prima. Questo perché una tazzina di caffè in Italia e all’estero ha subito un aumento di circa il 20%. Un rincaro che intacca inevitabilmente le fasce economicamente più deboli.

La tendenza ha favorito una ricerca più consapevole legata al consumo del caffè, introducendo nella propria cucina elettrodomestici con cui preparare anche cappuccini, flat white o caffè lunghi homemade, rispettando modalità e tempi di preparazione.

È questo lo scenario in cui i chicchi di caffè da macinare direttamente in casa, con un costo di mercato che rimane al momento inferiore rispetto alle altre varianti del prodotto, stanno avendo un’impennata nelle vendite.