Lasciò morire il cane di stenti legato alla catena: la padrona va a processo

La donna era partita per le vacanze senza trovare una sistemazione adeguata per i suoi animali.

Napoli – Due giorni sotto il sole di agosto, senza un filo d’ombra e con troppo poca acqua, legato a una cyclette con una catena di pochi centimetri. Non aveva vie di fuga il cane morto per un colpo di calore nel cortile di una casa di Giugliano, in Campania, mentre la sua padrona era partita per le vacanze. Ora, a più di un anno di distanza, la donna dovrà presentarsi davanti a un giudice.

La vicenda risale all’estate del 2025 ed era venuta a galla il 10 agosto. Nel cortile c’erano due cani, lasciati soli per circa 48 ore. Uno non ce l’ha fatta. L’altro è stato salvato in extremis grazie all’intervento della polizia municipale e delle guardie zoofile dell’Oipa.

La Procura di Napoli Nord ha disposto la citazione a giudizio della proprietaria. L’accusa è di maltrattamento di animali aggravato dalla morte, il reato previsto dall’articolo 544-ter del Codice penale. Il decreto era stato firmato a dicembre 2025, ma è stato notificato solo il 6 novembre.

A dare la notizia è l’associazione romana “Zampe che danno una Mano”, che all’epoca aveva presentato querela insieme ad altre sette associazioni animaliste e ora annuncia che si costituirà parte civile.

“Quel cane non aveva scampo, una catena di pochi centimetri, nessuna ombra, nessuno a cui chiedere aiuto”, spiega l’avvocata Giada Bernardi, presidente dell’associazione. “Un anno fa abbiamo promesso che la sua morte non sarebbe finita nel dimenticatoio. Oggi c’è un processo. Saremo in aula”, sottolinea.

Per gli animalisti il caso ha un peso che va oltre Giugliano. Il cane, ricorda l’avvocata, è morto poche settimane dopo l’entrata in vigore della legge 82 del 2025, che riconosce gli animali come vittime dirette dei reati. “Questo processo sarà un banco di prova: la legge deve dimostrare di avere forza nelle aule di giustizia, non solo sulla carta”, afferma.

E l’appello è rivolto a chi, ogni estate, chiude la porta di casa e parte: “Chi parte ha il dovere di affidare i propri animali a qualcuno. Lasciarli soli, alla catena, sotto il sole, non è una dimenticanza: è un reato“.