“Come sta con la prostata?”: oculista accusato di violenza sessuale su 14 pazienti

Il medico, di 45 anni, avrebbe palpeggiato uomini anziani durante le visite agli occhi. Sentite quasi 200 persone, lui respinge le accuse.

Firenze – Prima i controlli di routine: la pressione dell’occhio, la retina, il nervo ottico. Poi, secondo l’accusa, l’invito a spostarsi in un’altra stanza, più isolata, e una domanda che con la vista non c’entrava nulla: “Come sta con la prostata?”. È così che sarebbero cominciati gli abusi contestati a un oculista di 45 anni, in servizio in un ospedale fiorentino, oggi accusato di violenza sessuale continuata su 14 pazienti, quasi tutti uomini anziani. La Procura ha chiesto il processo.

Tutto ha inizio nel 2022, quando un pensionato poco più che 65enne ha trovato il coraggio di denunciare. Ha detto di essere stato molestato durante tre visite prenotate in intramoenia, cioè nell’attività privata che il medico svolgeva dentro l’ospedale. La prima volta lo specialista avrebbe iniziato a palpeggiarlo senza nemmeno aspettare la risposta, fermandosi solo davanti alla sua reazione. La seconda, dopo un nuovo tentativo, lo avrebbe invitato a prendere un caffè fuori dall’ospedale. La terza, gli avrebbe proposto un rapporto. L’uomo, furioso, ha raccontato tutto alla figlia e sporge denuncia. Ma senza riscontri l’inchiesta è stata archiviata.

Un anno dopo, un altro paziente, ultra-settantenne, ha presentato un esposto per episodi simili, avvenuti nello stesso ospedale. “Non voglio che succeda più a nessuno”, ha spiegato ai carabinieri. Il caso è stato quindi riaperto e gli investigatori hanno ricostruito gli appuntamenti del medico, ascoltando quasi duecento pazienti. E’ emerso, secondo l’accusa, uno schema sempre uguale: la necessità di controlli alla prostata “per escludere complicazioni” in vista di un intervento, poi lo spostamento in un’altra stanza. Alcuni, per vergogna, non avevano mai parlato. Altri pensavano che quei palpeggiamenti facessero davvero parte della visita.

Per gli inquirenti, però, quelle manovre non avevano alcuna giustificazione: se avesse ritenuto necessari esami urologici, l’oculista avrebbe dovuto mandare i pazienti da un collega specialista. A febbraio il Gip aveva disposto per lui l’interdizione dalla professione per un anno, mentre il Pm Alessandro Piscitelli aveva chiesto gli arresti domiciliari.

Il medico, assistito dagli avvocati Filippo Cei e Cesare Martucci, ha respinto le accuse: quei controlli, secondo lui, servivano a una valutazione più completa dello stato di salute dei pazienti. L’udienza preliminare si è aperta mercoledì ed è stata rinviata al 13 gennaio 2027. La difesa potrebbe chiedere il rito abbreviato. Toccherà al giudice decidere se quelle visite finiranno in un’aula di tribunale.