Hurrimera, purosangue inglese che si apprestava a partecipare alla sfilata, si è improvvisamente accasciata sulla sabbia della pista.
Oristano – Quella che doveva essere una giornata di festa si è trasformata in tragedia pochi minuti prima del via ufficiale della Sartiglia. Hurrimera, una purosangue inglese che si apprestava a partecipare alla sfilata, si è improvvisamente accasciata sulla sabbia della pista, morendo sotto gli occhi dei presenti, probabilmente colpita da un infarto.
L’episodio non è stato l’unico momento critico della giornata: durante la manifestazione si è registrata anche una brutta caduta che ha coinvolto un altro cavallo (le cui condizioni rimangono al momento incerte) e il suo cavaliere, Andrea Cinus, che è stato trasportato d’urgenza in ospedale in ambulanza.
Sui social molti utenti hanno segnalato dalle immagini della diretta uno stato di forte agitazione degli animali, che potrebbe aver contribuito al malore fatale della cavalla ancora prima della corsa. “Un gruppo di ragazzini ha lanciato petardi praticamente sugli zoccoli di Hurrimera. Quegli scoppi l’hanno spaventata talmente tanto che dopo pochi metri è crollata a terra”, racconta il proprietario Marco Daga a L’Unione Sarda.
Il decesso di Hurrimera ha riacceso con forza il dibattito sulla natura di queste manifestazioni storiche. Diverse associazioni, tra cui la Lav, denunciano da tempo la pericolosità della giostra, definendo gli incidenti non come “fatalità”, ma come conseguenze prevedibili di un sistema che spinge gli animali oltre i propri limiti.
La memoria corre agli scorsi anni, come il caso della cavalla abbattuta nel 2023 dopo una frattura in pista o l’incidente analogo del 2018. Eventi che, secondo gli attivisti, vengono spesso minimizzati dagli organizzatori. Nonostante l’introduzione di protezioni per i cavalieri, la sicurezza dei cavalli resta il nodo centrale delle proteste, con accuse di coercizione e sfruttamento di esseri senzienti trattati come “macchine da corsa”.