A Monza scatta l'”Operazione San Gerardino”: trasferite due famiglie di germani intrappolate nel letto del fiume.
Monza – Il caldo estremo e la prolungata assenza di piogge stanno mettendo in ginocchio anche la fauna selvatica. A Monza, dove il Lambro attraversa la città dividendosi in due rami, il tratto principale del fiume si è praticamente prosciugato, trasformandosi in una trappola per decine di animali. Per questo l’Enpa di Monza ha avviato la cosiddetta “Operazione San Gerardino”, un intervento di soccorso per salvare gli esemplari rimasti intrappolati nelle poche pozze d’acqua sopravvissute alla siccità.
La situazione più critica riguardava due famiglie di germani ibridi, con piccoli ancora incapaci di volare. Bloccati nel letto asciutto del fiume, gli anatroccoli erano ormai privi di un ambiente sicuro in cui nutrirsi e difendersi, mentre alcune cornacchie grigie si aggiravano nelle vicinanze, pronte ad approfittare della loro vulnerabilità.
I volontari dell’Enpa sono quindi intervenuti con un retino, catturando gli animali e trasferendoli in un tratto del Lambro dove l’acqua è ancora presente. L’operazione, condotta da Federica, operatrice del reparto Animali Diversi, insieme al volontario Gabriele e al presidente dell’Enpa Monza Giorgio Riva, si è conclusa con successo: una volta liberati, i piccoli sono stati subito raggiunti dalle madri, che li hanno seguiti in volo.
L’emergenza, però, non riguarda soltanto gli uccelli. Nelle pozze residue sono rimasti intrappolati numerosi pesci e tre tartarughe acquatiche, impossibili da recuperare per il loro elevato numero e per la conformazione del fondale. Per questo motivo l’Enpa ha chiesto il supporto della Protezione Civile e della Polizia Provinciale, dando vita a un intervento congiunto.
Il giorno successivo, i volontari dell’Enpa hanno lavorato insieme al personale della Protezione Civile di Monza e di BrianzAcque, immettendo acqua fresca nelle pozze rimaste per aumentare il livello di ossigeno e migliorare le possibilità di sopravvivenza della fauna acquatica. Se le alte temperature dovessero proseguire, con punte che durante le operazioni hanno raggiunto i 37 gradi, gli interventi saranno ripetuti anche nei prossimi giorni.
L’associazione ha ringraziato Protezione Civile e BrianzAcque per la collaborazione, ma ha anche lanciato un appello ai cittadini. Durante le operazioni, infatti, i volontari hanno trovato nel letto del fiume lattine, bottiglie di vetro, plastica e perfino un set di posate, rifiuti abbandonati che aggravano ulteriormente una situazione già resa critica dalla siccità. “Un fiume è una preziosa fonte di vita e deve essere rispettato e tutelato da tutti”, ricorda l’Enpa, invitando a un maggiore senso civico nella tutela dell’ambiente.









