Una grafologa forense sta esaminando gli scritti del ragazzo per ricostruire il suo stato emotivo. Emerge un quadro di isolamento e sofferenza.
Fondi – Un profondo disagio emotivo e un senso di isolamento sempre più marcato. Sono questi gli elementi che stanno emergendo dall’esame del diario personale di Paolo Mendico, l’adolescente di 14 anni che lo scorso settembre ha deciso di porre fine alla sua esistenza a Santi Cosma e Damiano, nel Lazio meridionale. Il giovane avrebbe subito ripetuti atti di prevaricazione da parte dei coetanei.
L’incarico di analizzare i testi è stato affidato dalla famiglia a Marisa Aloia, professionista specializzata in psicologia e grafologia forense, nota per aver lavorato su vicende giudiziarie di rilievo come l’omicidio avvenuto in Liguria nei primi anni Duemila e la strage nella scuola americana che nel 1999 causò numerose vittime. Lo scopo dell’indagine sui materiali scritti è delineare il profilo psicologico dell’adolescente attraverso le sue stesse parole raccolte durante il percorso scolastico.
Secondo quanto riferisce la stampa locale, nei suoi componimenti sarebbero presenti riferimenti già noti, tra cui il dispiacere per un’insufficienza nella materia scientifica. Il ragazzo avrebbe annotato come un suo compagno avesse evitato quella stessa difficoltà grazie alla partecipazione a lezioni di supporto pomeridiane, un’opportunità che lui non aveva potuto cogliere per motivi finanziari. Una docente avrebbe minimizzato la questione, affermando che il costo non fosse così elevato, provocando grande turbamento nel giovane.
Gli scritti rivelerebbero inoltre un progressivo distacco dalla propria vita quotidiana, evidenziato dall’uso di forme narrative distanziate. Una condizione difficile da gestire per l’adolescente, la cui scrittura già durante gli anni della primaria mostrava segni di deterioramento, in coincidenza con uno dei primi presunti episodi di vessazione: una circostanza in cui un’insegnante, anziché placare una lite, avrebbe invece esortato gli scolari allo scontro.
Le verifiche proseguono: risulta che la sera precedente al gesto estremo, Paolo avesse organizzato una sessione di videogiochi online con un amico. Nelle ore successive, tuttavia, ha compiuto l’atto fatale. Gli inquirenti stanno cercando di comprendere quali eventi possano essere accaduti in quel lasso di tempo.
I genitori sono convinti che il figlio abbia scelto di togliersi la vita per sottrarsi al ritorno in aula. Chiedono che vengano accertate le responsabilità di chi era a conoscenza delle prevaricazioni senza intervenire.