La piccola Beatrice è stata uccisa da un colpo in testa

Gli esami sul corpo della bimba hanno rivelato la presenza di tre emorragie interne e una grave forma di malnutrizione che si protraeva da un anno.

Bordighera – Una steatosi epatica da malnutrizione, conseguenza di digiuni prolungati o di un’alimentazione priva di proteine sufficienti, che secondo i medici legali non si era sviluppata negli ultimi mesi di vita ma si protraeva da circa un anno: è uno degli elementi più drammatici emersi dall’autopsia compiuta sul corpo di Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso nell’abitazione della madre a Bordighera, in provincia di Imperia. Una bambina, dunque, denutrita e curata in modo inadeguato per un periodo ben più lungo rispetto ai giorni immediatamente precedenti alla tragedia.

A questo quadro si aggiungono altri elementi. Il decesso, secondo quanto trapelato in attesa del deposito formale della perizia in Procura, sarebbe stato causato da un’emorragia cerebrale acuta provocata da un colpo alla testa, verificatasi al massimo 48 ore prima della morte, mentre la bambina si trovava a Perinaldo insieme alla madre, alle sorelline e al compagno della donna. I periti hanno inoltre individuato altre due emorragie in corso nel corpo della piccola, sulla parete intestinale e ai reni: non fatali di per sé, ma potenzialmente letali nel tempo se la bambina non fosse già morta per il trauma cranico. Un dato, quest’ultimo, che, secondo gli inquirenti, indica come un tempestivo intervento dei soccorsi avrebbe potuto salvarle la vita.

Per la morte di Beatrice si trovano in carcere, con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte, la madre Emanuela Aiello, 44 anni, e il compagno di lei Emanuel Iannuzzi, entrambi da sempre dichiaratisi innocenti. Il caso era emerso quando la donna aveva chiesto l’intervento del 118 sostenendo che la figlia avesse difficoltà respiratorie: furono i soccorritori, notando lividi sospetti sul corpo della bimba, ad allertare la Procura di Imperia. Nei giorni successivi la madre era stata arrestata con l’accusa iniziale di omicidio preterintenzionale, sulla base della ricostruzione secondo cui la bambina sarebbe morta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio e sarebbe stata trasportata in auto già priva di vita per diverse ore prima dell’allarme. Anche Iannuzzi era stato inizialmente indagato per lo stesso reato.

A cambiare il corso delle indagini sono state, a inizio giugno, le dichiarazioni delle due sorelle maggiori di Beatrice, che hanno raccontato agli inquirenti una versione dei fatti diversa da quella iniziale, riferendo di percosse e vessazioni sistematiche. Le loro testimonianze, insieme ad alcuni elementi trovati nel telefono di Iannuzzi, tra cui fotografie della bambina con il volto tumefatto e messaggi rivolti alla sorella maggiore, hanno portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare per maltrattamenti aggravati dalla morte a carico di entrambi, che tramite i rispettivi legali hanno sempre respinto le accuse di violenza.

Le due sorelline sono state allontanate dal nucleo familiare e collocate in una struttura protetta; la zia paterna, Sonia Rao, ha successivamente chiesto di poterne ottenere l’affidamento. A metà giugno la Procura ha autorizzato la madre, detenuta a Torino, a partecipare ai funerali della bambina, la cui data resta da fissare in attesa del nulla osta definitivo legato alla relazione medico-legale.