La conferenza nel ricordo di Abanoub Youssef

Un’iniziativa volta a riaffermare il ruolo della scuola nella promozione del dialogo, dell’integrazione e della cultura della pace.

Milano – Venerdì 30 gennaio 2026, dalle ore 14.00 alle ore 18.00, presso il Salone Conferenze “Franco Bomprezzi” della Casa dei Diritti del Comune di Milano, in via De Amicis 10, si svolgerà la conferenza stampa dal titolo “Promuovere la Cultura del Dialogo e della Pace nella Scuola: Italiani e Nuovi Italiani insieme a favore dell’Integrazione contro Violenza e Odio”. L’iniziativa è promossa da Héctor Villanueva, CEO e Founder di EXPO dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, ideatore e promotore di Milano Siamo Noi, dalla Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, nonché da numerose istituzioni, enti e associazioni rappresentative delle comunità immigrate presenti sul territorio lombardo.

La conferenza si colloca nel quadro delle iniziative dedicate alla Giornata Scolastica della Non Violenza e della Pace, celebrata annualmente il 30 gennaio in coincidenza con l’anniversario della morte di Mahatma Gandhi, ed è dedicata alla memoria di Abanoub Youssef, giovane studente di diciotto anni tragicamente ucciso all’interno dell’Istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia.

Il ricordo di Abanoub Youssef, vittima innocente di un atto di violenza che colpisce profondamente il mondo della scuola e l’intera collettività, conferisce a questa giornata un valore simbolico di particolare intensità e responsabilità civile. Il suo nome diviene emblema di una ferita collettiva che interroga le coscienze, ma al contempo rappresenta un richiamo urgente all’impegno educativo, sociale e morale contro ogni forma di violenza, odio e discriminazione.

Alla luce di questo drammatico episodio di cronaca, nonché del progressivo diffondersi di fenomeni quali la violenza giovanile, il bullismo, il cyberbullismo e l’odio sociale, appare oggi quanto mai necessario promuovere una riflessione profonda sul significato della pace, del dialogo e del rispetto reciproco, riaffermando il ruolo centrale della scuola quale presidio di umanità, convivenza democratica e coesione sociale. Come ricordava Mahatma Gandhi, “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

La Giornata Scolastica della Non Violenza e della Pace costituisce un momento fondamentale per ribadire il compito educativo della scuola nella formazione della coscienza civica, morale e spirituale delle giovani generazioni. L’istituzione scolastica non è soltanto un luogo di trasmissione del sapere, ma rappresenta il primo spazio sociale nel quale bambini e adolescenti apprendono le dinamiche della relazione, della gestione non violenta dei conflitti, dello sviluppo dell’empatia e del riconoscimento della diversità come valore fondante della convivenza.

Attraverso percorsi educativi strutturati, attività laboratoriali e momenti di riflessione condivisa, la scuola si configura come un laboratorio permanente di formazione umana e civile, in cui il dialogo interculturale e la tolleranza si traducono in pratiche quotidiane. È in tale contesto che la pace può iniziare a prendere forma concreta, contribuendo alla formazione di cittadini responsabili, consapevoli e capaci di confronto costruttivo.

La conferenza, suscettibile di integrazione di ulteriori contributi, sarà moderata da Héctor Villanueva e vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo istituzionale, educativo, culturale, artistico e della comunicazione. Interverranno Diana Alessandra De Marchi, Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano; Vidal Oswaldo Tobar Villanueva, Console Generale della Repubblica di El Salvador a Milano; Paolo Romano, Consigliere della Regione Lombardia; Federico Bottelli, Presidente della Commissione Casa e Piano Quartieri del Comune di Milano; Giuseppina Conca, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano; Biagio Maimone, giornalista e scrittore, promotore dell’iniziativa “Comunicazione e Linguaggio” per l’introduzione dell’educazione alla comunicazione come materia scolastica; Maria Grazia Scorza, sceneggiatrice, scrittrice e presentatrice radiofonica; Alessandro Cerino, musicista, compositore e arrangiatore; Simona Advincula, scrittrice e presentatrice radiofonica; Giuseppe Piccione, poeta e scrittore; Carlos Gamarra, rappresentante di PROMCOPI; Maria Maimone, fondatrice del Progetto di Vita per il Sud, iniziativa volta al riscatto socio-economico e culturale dei popoli del Sud Italia e del Sud del mondo; Fabrizio Berard, scrittore e giornalista; Rocco Blumetti, del Comitato Organizzativo del Corteo Storico dei Santi Magi; Luca Capelli, in rappresentanza di Croce Medica Milano, e il Movimento Internazionale Allatra. Madrina dell’evento sarà Cecilia Gayle, cantante di fama internazionale e Ambasciatrice Culturale dell’America Latina e dei Caraibi.

Nel corso dei lavori, Héctor Villanueva interverrà sul tema dell’integrazione degli studenti provenienti da contesti migratori, soffermandosi sul ruolo della scuola quale spazio interculturale di dialogo, crescita e coesione sociale. Il suo contributo metterà in evidenza come l’inclusione educativa costituisca un elemento essenziale per la costruzione di comunità più giuste e pacifiche, nelle quali la diversità culturale sia riconosciuta come risorsa e non come ostacolo.

Biagio Maimone illustrerà la proposta di introdurre la disciplina “Comunicazione e Linguaggio” fin dalla scuola primaria, quale risposta educativa alla crescente diffusione della violenza verbale, dell’esclusione sociale, del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni spesso amplificati dai nuovi media. La proposta mira a educare i giovani all’uso responsabile della parola come strumento di relazione, verità e dialogo, trasmettendo la consapevolezza del valore etico ed educativo del linguaggio e fornendo strumenti concreti per riconoscere e contrastare odio, discriminazione e conflitto. Tale visione si ispira anche al magistero di Papa Francesco e di Papa Leone XIV, che hanno più volte richiamato l’attenzione sulla responsabilità morale della comunicazione. Come affermava Papa Leone XIV, è necessario “disarmare la comunicazione da pregiudizio, rancore e fanatismo, raccontando storie di speranza”.

Attraverso l’educazione alla non violenza e alla pace, le giovani generazioni apprendono il valore dei principi morali nella vita quotidiana, sviluppano la capacità di affrontare le divergenze in modo costruttivo e maturano come cittadini attivi e consapevoli. La costruzione della pace affonda le proprie radici nell’educazione e trova nella scuola il primo e più fertile terreno di crescita. È a partire da questo ambito che può formarsi una nuova generazione di italiani e di cittadini del mondo, capace di trasformare il dolore – come quello legato alla memoria di Abanoub Youssef – in impegno concreto per la costruzione di una società più giusta, solidale e profondamente umana.