Indagata la madre per omicidio colposo: avrebbe lasciato la droga in un punto accessibile al figlio e mentito ai magistrati.
Chieti – Non è stata una fatalità a spezzare la vita del piccolo Ramyr Tonio, il bimbo di soli 15 mesi deceduto lo scorso 10 agosto a Vasto. Dopo mesi di indagini, come rivelato dal quotidiano Il Centro, la Procura ha stabilito che il neonato è morto per un’intossicazione acuta causata dall’ingestione di cocaina all’interno della propria abitazione.
L’inchiesta, inizialmente aperta per valutare l’ipotesi di una morte in culla o di un soffocamento accidentale, ha subito una svolta drammatica grazie agli esami tossicologici. Secondo la tesi del pubblico ministero, la madre – una donna di 30 anni – avrebbe lasciato lo stupefacente in un luogo facilmente raggiungibile dal bambino, che lo avrebbe ingoiato accidentalmente.
La posizione della donna si è aggravata nelle ultime ore: oltre all’accusa di omicidio colposo, deve ora rispondere anche di false informazioni al pubblico ministero. Durante i primi interrogatori, infatti, la 30enne avrebbe omesso di riferire la presenza di droga nell’appartamento del centro storico. Gli inquirenti intendono ora sentirla nuovamente per permetterle di fornire una versione dei fatti alla luce delle nuove prove emerse.
Nel frattempo, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro dell’abitazione per effettuare ulteriori rilievi volti a ricostruire con esattezza la dinamica di quella tragica domenica di agosto. La comunità locale resta scossa per la perdita di una vita così breve, consumata in un contesto che la giustizia sta ora cercando di delineare con precisione.