L’uomo risultava in servizio per le visite domiciliari, ma gestiva merci e contabilità tra le corsie. Condanna a 18 mesi di carcere e sanzione da 70mila euro.
Massa – Per anni ha diviso le sue giornate tra l’assistenza domiciliare ai malati e la gestione di un supermercato. Ma mentre il primo era il suo impiego ufficiale per l’Asl, il secondo era una “seconda vita” vissuta durante l’orario di servizio, spesso utilizzando persino i mezzi aziendali. Dopo un lungo iter giudiziario, per l’infermiere di 68 anni è arrivata la condanna definitiva.
Il caso, scoppiato nel 2015 e ricostruito da Il Corriere Fiorentino, ha svelato un sistema di assenteismo sistematico che ha privato numerosi pazienti delle cure necessarie tra le mura domestiche. L’infermiere, assunto come assistente domiciliare, aveva messo in piedi un meccanismo quasi perfetto per assentarsi dal lavoro senza destare (inizialmente) sospetti.
L’uomo, però, è stato poi scoperto mentre svolgeva mansioni amministrative e logistiche in un supermercato proprio nelle ore in cui l’Asl lo pagava per assistere i malati. Per raggiungere il secondo lavoro, l’uomo utilizzava regolarmente l’auto aziendale dell’azienda sanitaria.
Le indagini hanno rivelato che l’uomo contava su colleghi compiacenti che coprivano i suoi turni o davano disponibilità dell’ultimo minuto per giustificare le sue assenze. A far scattare le indagini furono le lamentele dei pazienti: “L’Asl doveva mandare qualcuno, ma l’infermiere non veniva quasi mai”.
Mentre i malati attendevano assistenza, il 68enne era impegnato a gestire la contabilità e le merci del punto vendita, dopo aver regolarmente timbrato il cartellino di presenza. La Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda lo scorso 29 maggio, confermando un verdetto pesantissimo: 18 mesi di reclusione per i reati di truffa aggravata e peculato.
L’uomo, inoltre, dovrà versare 70mila euro all’Asl Toscana Nord Ovest (costituitasi parte civile), cifra che comprende il danno patrimoniale e il grave danno all’immagine arrecato all’istituzione sanitaria.