Incendio, pericolo fumi: “Perché Pfizer non ha interrotto le attività?”

Le sigle sindacali hanno chiesto chiarimenti sulle misure adottate durante l’emergenza e verifiche sulla tutela dei lavoratori.

Catania – I sindacati chiedono chiarimenti sulle valutazioni effettuate durante l’emergenza e sollecitano verifiche di ASP, ARPA Sicilia e Ispettorato del Lavoro. Lo Schiavo e La Mendola: “In presenza di un rischio potenziale doveva prevalere il principio di massima precauzione”

“La salute e la sicurezza dei lavoratori non possono essere subordinate alle esigenze di continuità produttiva”. CISAL Catania e FIALC CISAL Catania intervengono con forte preoccupazione sulla gestione dell’emergenza da parte dello stabilimento Pfizer di Catania in occasione del grave incendio divampato lo scorso 28 agosto nella Terza Strada della Zona Industriale.

Il rogo, sviluppatosi all’interno di un’azienda che opera nella lavorazione di materiale plastico, ha generato per diverse ore una densa colonna di fumo nero, visibile anche a notevole distanza. La natura e l’eventuale pericolosità delle sostanze disperse nell’aria sono oggetto degli accertamenti delle autorità competenti.

Proprio l’incertezza sulla composizione dei fumi, secondo le organizzazioni sindacali, avrebbe dovuto imporre l’adozione del massimo principio di precauzione nei confronti dei lavoratori presenti nelle aziende vicine al luogo dell’incendio.

CISAL e FIALC CISAL sottolineano come, durante l’emergenza, diverse aziende della Zona Industriale avrebbero scelto precauzionalmente di sospendere le attività lavorative, pur trovandosi, secondo quanto riferito dai sindacati, a una distanza dal rogo maggiore rispetto allo stabilimento Pfizer.

Pfizer, nonostante la vicinanza al luogo dell’incendio, ha invece mantenuto le attività produttive e i lavoratori in servizio – dichiarano Giovanni Lo Schiavo, segretario CISAL Catania, e Giuseppe La Mendola, segretario provinciale FIALC CISAL Catania. È una scelta sulla quale riteniamo necessario fare immediata chiarezza, soprattutto alla luce dell’incertezza che in quelle ore esisteva sulla natura e sulla potenziale pericolosità dei fumi”.

Per i rappresentanti sindacali, in una situazione di questo tipo “la priorità assoluta deve essere una sola: evitare qualsiasi possibile esposizione dei lavoratori fino a quando non siano disponibili elementi sufficienti per escludere rischi per la salute”.

Le organizzazioni sindacali richiamano gli obblighi generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori previsti dall’articolo 2087 del Codice civile e dal decreto legislativo 81/2008, chiedendo di conoscere quali valutazioni siano state effettuate dall’azienda nelle ore dell’emergenza.

Non intendiamo formulare conclusioni che spettano agli organi competentiprecisano Lo Schiavo e La Mendola – ma poniamo una domanda semplice: in presenza di una nube proveniente da un incendio di materiale plastico e nell’incertezza sulla sua composizione, era opportuno continuare normalmente l’attività lavorativa? Per noi la risposta deve essere guidata dalla massima tutela della salute delle persone”.

CISAL Catania e FIALC CISAL Catania chiedono quindi a Pfizer di fornire chiarimenti immediati sulle valutazioni del rischio effettuate durante l’incendio, sulle misure adottate per proteggere il personale e sulle ragioni che hanno portato alla mancata sospensione delle attività.

I sindacati chiedono inoltre che ai lavoratori vengano messi a disposizione tutti i dati disponibili relativi alla qualità dell’aria e agli eventuali rilevamenti effettuati nei pressi dello stabilimento durante e dopo l’incendio.

Parallelamente viene sollecitato l’intervento degli organi di vigilanza competenti – ASP, ARPA Sicilia e Ispettorato del Lavoro – affinché, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, verifichino le procedure adottate durante l’emergenza e l’adeguatezza delle misure poste a tutela dei dipendenti.

CISAL e FIALC CISAL chiedono infine l’apertura di un confronto immediato con l’azienda e le rappresentanze dei lavoratori, con l’obiettivo di predisporre procedure chiare da applicare qualora dovessero verificarsi in futuro incendi, contaminazioni dell’aria o altre emergenze ambientali provenienti dall’esterno dello stabilimento.

Non possiamo aspettare il prossimo episodio per stabilire cosa fare – concludono Lo Schiavo e La Mendola –. La prevenzione significa decidere prima, stabilire procedure precise e mettere sempre la sicurezza davanti a qualsiasi altra esigenza. La salute dei lavoratori non è negoziabile e su questo CISAL e FIALC CISAL non faranno passi indietro”.