Il tramonto è ancora taumaturgico?

Il tramonto incide sul ciclo sonno-veglia abbassando il cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, e aiuta il riposo.

Il tramonto ha sempre evocato atmosfere suggestive, introspettive, uniche. Quel momento magico in cui il cielo arde di rosso e oro, che accompagna il giorno verso la notte, scatena riflessioni profonde e ricordi indelebili. C’è sempre un pizzico di malinconia quando si serra la porta della giornata.

E’ il simbolo della fine di un ciclo, un luogo di transito quando si spengono le luci per aspettare una nuova alba. Per i popoli antichi il tramonto simboleggiava soprattutto una soglia di passaggio, la fine di un ciclo vitale e l’inizio del viaggio notturno del Sole verso la rinascita. Non era visto come una fine definitiva piuttosto come una transizione tra mondi e una promessa di ritorno.

Al di là di queste incantevoli emozioni assistere ad un tramonto produce benefici all’umore, al ciclo del sonno, alla memoria. Lo ha certificato la Scienza secondo cui il processo avviene sia tramite stati psicologici che fisiologici.

Il dipartimento di psicologia dell’Arizona University, USA, è del parere che quando ci si trova di fronte a spettacoli della natura si resta sbalorditi per la maestosità a cui si assiste, per cui tutto il resto passa in secondo piano. Anche i problemi personali assumono una luce diversa, da risultare meno ostici di quanto sembrino.

Viene consigliato, quando si è particolarmente addolorati, di assistere a questa sorta di magia. La tristezza non scompare ma quantomeno viene alleviata e ricondotta su un sentiero di elaborazione del momento. Guardare un simile prodigio della natura riduce l’ansia e ci accompagna dal nostro stato interiore a quello esterno.

Il fatto di trovarsi di fronte a qualcosa di straordinario stimola la concentrazione, persuadendoci a immergersi in quei momenti, per rammentarli poi in modo più chiaro. E’ lo stesso meccanismo che viene messo in moto durante l’infanzia, l’età in cui maggiormente ci si trova a contatto con situazioni da cui scaturisce meraviglia, per cui i ricordi restano intensi nella memoria delle persone.

L’Università di Toronto, Canada, ha effettuato una ricerca su un campione di 2500 individui, specificatamente sui loro moti dell’anima in relazioni ad eventi strabilianti. Albe e tramonti sono gli spettacoli che più suscitano benessere e partecipazione.

Il tramonto incide sull’ormone dello stress e aiuta riposo e umore

Coloro che hanno assistito alla visione di documentari scientifici, i cui protagonisti principali sono stati gli eventi prodigiosi che Madre Natura con premura ci dona, hanno manifestato una marcata propensione a memorizzare notizie. Mentre, al contrario, il gruppo di controllo ha dovuto guardare filmati di tutt’altro genere ed è stato molto vago sul tema.

Questi risultati sono stati confermati da altri studi effettuati durante la pandemia. La reazione di stupore che si ha quando si assiste ad un tramonto, abbassa i livelli delle molecole mediatrici della risposta infiammatoria nelle persone. Inoltre pare che stimoli l’altruismo, probabilmente dovuto al ridimensionamento dei problemi personali, per cui si è portati ad avere slanci verso i propri simili in difficoltà.

Tramonto e Alba, una sorta di gemelli diversi, incidono sul ciclo sonno-veglia, perché nel primo caso abbassa il cortisolo (il cosiddetto ormone dello stress) e aiuta il riposo. Nel secondo caso, quando fanno capolino le prime luci del mattino, annunciatrici del sole che sta per ergersi sull’orizzonte, cresce il cortisolo che da vigore al nuovo giorno.

E’ proprio vero che il tramonto non…tramonta mai, è a portata di mano e non va acquistato in farmacia. C’è da dire, infine, che nelle grandi città inquinate, sia il tramonto che l’alba hanno una luce più debole, opaca e una visibilità ridotta a causa delle particelle sospese nell’aria, per cui il meccanismo si avvia con molta fatica.