Il marito di Roccella inghiottito dal lago di Vico, la ministra rompe il silenzio

Sono passati otto giorni dalla scomparsa di Luigi Cavallari. Le ricerche non si fermano, ora anche con un drone subacqueo militare.

Viterbo – Ci sono attese che pesano come macigni, giorni scanditi solo dal rumore dei motoscafi che tagliano l’acqua e dal silenzio di chi aspetta un miracolo che non arriva. Da otto lunghissimi giorni Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, vive sospesa sulle rive del lago di Vico, dove sabato 27 giugno suo marito Luigi Cavallari, ingegnere di 84 anni, è scomparso sotto le acque scure dopo essersi tuffato dalla barca. E per la prima volta, dopo un silenzio carico di angoscia, la ministra ha trovato la forza di parlare, affidando ai social poche parole strozzate dal dolore.

“Sto cercando di rispondere personalmente a ciascuno, e so che comprenderete se ci metto un po’”, ha scritto la ministra sulla sua pagina Facebook, accanto a una fotografia che la ritrae sorridente accanto al marito. “Vorrei ringraziare tutti coloro che in questi giorni difficili mi hanno fatto giungere la propria vicinanza. Un’ondata di affetto che, in un momento per me così tragico e lacerante, mi commuove e mi aiuta ad andare avanti. Grazie”. Un messaggio breve, ma che squarcia il riserbo di una donna travolta da una tragedia privata sotto gli occhi di tutto il Paese.

Il dramma si è consumato in una manciata di istanti, nel pomeriggio di sabato scorso, intorno alle 17. La coppia, che appena a marzo aveva festeggiato le nozze d’oro – cinquant’anni d’amore, dal 1976 – stava trascorrendo un fine settimana di pace a bordo di una piccola imbarcazione presa a noleggio. Cavallari si è tuffato per rinfrescarsi, ma non è più riuscito a risalire. Non mi sento bene, avrebbe fatto in tempo a dire prima di scomparire tra le onde. La barca, non ancorata, si era intanto allontanata di qualche metro, e la moglie non è riuscita a raggiungerlo. È stata proprio la ministra a lanciare l’allarme, dando il via alla macchina dei soccorsi.

Il lago di Vico

Dietro quel malore fatale gli inquirenti ipotizzano uno shock termico, il violento sbalzo tra il caldo torrido di questi giorni e l’acqua gelida del lago. Un attimo, e per l’uomo – professore all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, una vita spesa lontano dai riflettori – non c’è stato più nulla da fare.

Da otto giorni il lago di Vico è teatro di una delle più imponenti operazioni di ricerca degli ultimi anni. Sommozzatori dei vigili del fuoco arrivati da Roma, Napoli, Firenze e Milano, subacquei di carabinieri, polizia e guardia di finanza si alternano senza sosta, giorno e notte. In campo le tecnologie più avanzate: sonar ad alta definizione, robot filoguidati, telecamere di videosorveglianza e persino un drone subacqueo sperimentale messo a disposizione dai militari di Pratica di Mare. Ma le acque del lago non restituiscono nulla: la visibilità è quasi nulla già a pochi metri di profondità, complice la fitta vegetazione sul fondale e le basse temperature.

Nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, del corpo di Luigi Cavallari non c’è ancora alcuna traccia. E mentre le squadre continuano a scandagliare ogni angolo del bacino, sui social si è consumata anche un’altra vergogna: quella degli hater che hanno riversato insulti sulla ministra, offese definite “ignobili e disumane” da un fronte politico trasversale, dall’opposizione fino alla stessa premier Giorgia Meloni. Ma sulla riva del lago, oggi, resta solo l’attesa di una moglie che non smette di sperare.