Il “ladro sacrilego” del Verano: sfide social e nuovi blitz tra le tombe

Marco Conocchia, già condannato per aver sottratto 358 foto di donne dalle lapidi, ha annunciato su Facebook raid pasquali e scritto messaggi sibillini. Nel mirino una nuova vittima?

Roma – Il cimitero monumentale del Verano sembra essere tornato teatro delle inquietanti scorribande di Marco Conocchia, il 55enne ex idraulico già condannato nel 2024 per la ricettazione di 358 fotografie di giovani donne sottratte dalle lapidi. Nonostante i precedenti e la sorveglianza, l’uomo avrebbe ripreso a frequentare il cimitero capitolino, documentando e annunciando le sue azioni attraverso una serie di post pubblici su Facebook.

Due i profili social ancor oggi attivi a suo nome. Nei messaggi, che ora sono stati rimossi ma che dovrebbero essere stati acquisiti come potenziali elementi di interesse investigativo, Conocchia ha lanciato una vera e propria sfida alle autorità, alternando deliri di onnipotenza a richiami verso presunte collaboratrici sguinzagliate tra le sepolture.

Conocchia, descritto dalle perizie psichiatriche come un soggetto dalla “personalità disfunzionale” ma consapevole del disvalore sociale dei suoi atti, non ha mai nascosto la sua morbosa ossessione. “Amo le immagini delle donne morte. Adoro ammirare i loro volti, devono essere belle e giovani”, aveva confessato agli inquirenti durante i precedenti interrogatori. Una perversione che lo aveva spinto, in passato, a trafugare persino l’urna cineraria di Elena Aubry, la giovane scomparsa nel 2018, trovata poi nella sua camera da letto insieme a centinaia di cornici divelte.

Elena Aubry

Alla vigilia di Pasqua, l’uomo aveva addirittura annunciato un sopralluogo “eccezionale” al Verano, sostenendo di essere accompagnato da un legale. Nei giorni successivi, il tenore dei post si è fatto ancora più esplicito. L’8 aprile ha dichiarato di aver girato il cimitero “in lungo e in largo”, complimentandosi con presunte complici – citate con i nomi di Patrizia, Silvana, Mina e Marzia – per il “buon lavoro” svolto. In uno dei messaggi, su sfondo giallo, ha scritto testualmente: “Ricordate che gli sbirri non vinceranno mai”, lasciando intendere l’esistenza di una rete di informatori o “pali” che lo aiuterebbero nelle sue razzie sacrileghe.

Il cimitero del Verano

L’ultima preoccupante segnalazione riguarda una mappa del cimitero pubblicata da Conocchia. Una matita indica chiaramente il riquadro n. 47, nella zona dei colombari presso il “Crocione”. A margine, una sigla inquietante: “C.P. 1959-1990”. I numeri sembrano riferirsi alle date di nascita e morte di una donna, possibile nuova vittima della sua macabra attenzione.

Sebbene i post siano stati recentemente cancellati dai profili dell’uomo – sostituiti da un sibillino “Taci, il nemico ti ascolta” – l’allerta resta massima. Le autorità stanno valutando se queste esternazioni configurino nuovi reati o la violazione delle misure restrittive legate alla sua precedente condanna, nel tentativo di porre fine a una sciarada funerea che continua a profanare la memoria dei defunti e il dolore delle famiglie romane.

Il post pubblicato su Facebook da Canocchia