Il 50enne è accusato di aver provocato la morte del padre e di una collaboratrice domestica.
Firenze – La posizione giudiziaria di Emiliano Milza, l’ex chef fiorentino di 50 anni detenuto da gennaio per l’omicidio della compagna Franka Ludwig, si aggrava ulteriormente. La procura di Firenze gli contesta ora altri due delitti: la morte del padre e quella della badante che assisteva la madre. Le nuove accuse emergono da un’inchiesta che si è ampliata nelle ultime settimane, come riportato da La Nazione.
Milza si trova già in carcere insieme alla presunta complice, la 59enne Simona Hirsch, per l’uccisione di Ludwig, trovata senza vita il 2 luglio 2023 lungo il sentiero che porta alla Fonte del Borbotto, nel comune di San Godenzo. Secondo gli inquirenti, la donna sarebbe stata convinta a stipulare una polizza sulla vita di cui l’ex chef avrebbe tentato di incassare il premio.
Le indagini ora si estendono anche alla morte del padre di Milza, avvenuta nell’agosto 2022. La procura ha disposto la riesumazione della salma: nei prossimi giorni verrà conferito l’incarico ai consulenti che dovranno eseguire autopsia e accertamenti tecnici irripetibili. A far scattare gli approfondimenti è stato un esposto presentato dalla sorella dell’uomo, che aveva raccolto confidenze del genitore: temeva che il figlio gli somministrasse sostanze nel vino.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Milza avrebbe progressivamente debilitato il padre somministrandogli, in modo occulto e per un periodo prolungato, dosi crescenti di benzodiazepine mescolate a cibo e bevande, fino a provocarne il collasso fisico e respiratorio. Un piano che, per gli investigatori, sarebbe stato finalizzato a ottenere il patrimonio familiare.
Un quadro analogo viene delineato per la morte della badante 40enne che assisteva la madre dell’ex chef. La donna, originaria del Perù, sarebbe stata convinta ad aprire una polizza sulla vita con la promessa che l’indennizzo sarebbe stato inviato ai figli in caso di decesso. Anche in questo caso, la Procura ritiene che Milza possa aver agito con premeditazione, somministrando alla vittima massicce quantità di ipnotici. La rogatoria internazionale con il Perù, dove la donna è stata sepolta, è in fase di definizione.
Le accuse nei confronti del 50enne comprendono omicidio volontario aggravato e frode assicurativa, quest’ultima legata al tentativo di riscuotere la polizza della badante, inizialmente dichiarata morta per un malore.
Le indagini proseguono e tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a sentenza definitiva.