Il fiuto di Joy salva la padrona: il commovente incontro in ospedale

Barbara Guerra ha raccontato di come la sua labrador le avrebbe segnala il tumore. Oggi l’abbraccio tra le corsie dopo l’intervento chirurgico.

Treviso – C’è un legame che sfida la logica medica e si trasforma in salvezza tra le corsie dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. È la storia di Barbara Guerra, residente a Bavaria di Nervesa, e della sua inseparabile labrador Joy. Oggi, grazie a un permesso speciale ottenuto dall’Ulss 2, le due si sono potute riabbracciare nel reparto di Chirurgia 1, dove Barbara è ricoverata per un delicato intervento al pancreas. Un incontro che non è stato solo un momento di conforto, ma il ringraziamento a chi, per mesi, ha vegliato in modo silenzioso e ostinato sulla salute della propria compagna umana.

Barbara è convinta di dover la vita alla sua cagnolina. Per settimane, infatti, Joy ha tenuto un comportamento insolito e ripetitivo: poggiava e premeva il muso con insistenza sempre nello stesso, identico punto dell’addome di Barbara. Quella strana fissazione ha spinto la donna a riflettere su alcuni sintomi e a sottoporsi a esami approfonditi.

La diagnosi è stata drammatica: tumore al pancreas. Un male che, se non individuato precocemente, lascia poche speranze. “È stata lei a segnalarmelo”, racconta Barbara con emozione, definendo Joy la sua “pet therapist e psicologa personale”, l’unica capace di aiutarla a scaricare le tensioni e le ansie legate alla malattia.

Barbara e Joy Foto Ulss 2 Marca trevigiana

La battaglia per portare Joy in ospedale è iniziata a novembre, con il supporto del marito di Barbara, per trasformare un desiderio personale in un diritto per tutti i pazienti. Quando il labrador è entrato in reparto, l’entusiasmo è stato travolgente: code scodinzolanti, sguardi d’intesa e commozione tra il personale sanitario e i familiari presenti.

“Se non si ha qualcuno accanto è difficile affrontare qualunque malattia”, spiega la paziente, sottolineando come la vicinanza degli animali domestici sia un pilastro fondamentale nel percorso di guarigione. L’azienda sanitaria ha condiviso il momento sui social, ribadendo come la cura passi non solo per i farmaci e la chirurgia, ma anche per gli affetti più profondi che sanno dare forza nei momenti bui.

Barbara Guerra, ricoverata dal giorno di Pasquetta, vede ora la sua degenza con occhi diversi. Dopo l’intervento chirurgico, la presenza di Joy rappresenta il pezzo mancante di una terapia che va oltre il camice bianco, confermando come, a volte, il miglior alleato di un medico possa avere quattro zampe e un cuore fedele.

L’arrivo di Joy in ospedale – Foto Ulss 2 Marca trevigiana