Ha ucciso Paula ma Sibora che fine ha fatto?

Il presunto assassino, originario di Nettuno, si era trasferito in Spagna dopo alcuni episodi di violenza sulle donne. Con lui c’era una ragazza albanese di 22 anni poi sparita come un fantasma. L’uomo ha conosciuto Paula da cui ha avuto un figlio. L’avrebbe ammazzata con 14 coltellate dopo maltrattamenti e soprusi.

TORREMOLINOS (Malaga) – Falegname italiano avrebbe ucciso la sua convivente con 14 coltellate ma gli inquirenti indagano per un secondo femminicidio che potrebbe essere opera sua. Dopo averla massacrata l’uomo ha detto a vicini di casa e datori di lavoro accorsi sul luogo del delitto: ”Va tutto bene, non è successo niente”, poi è fuggito. Ma Marco Gaio Romeo, ebanista di 45 anni, nato a Nettuno, in provincia di Roma, non ha fatto in tempo a raggiungere Torremolinos, in provincia di Malaga, dove aveva abitato per anni, perché la polizia spagnola lo ha arrestato ritenendolo l’assassino di Paula, andalusa di 28 anni, ma residente in via San Ginés 38, nel cuore di La Carihuela, nel comune di Malaga, dove viveva con il presunto omicida.

Entrambi lavoravano nel settore della ristorazione, lei come cameriera nel ristorante-pizzeria La Tombola, locale vicino casa, e lui presso il ristorante America come pizzaiolo da cui era stato però licenziato per il suo carattere violento. Il 19 maggio scorso, verso le 11.30 del mattino, i due avrebbero litigato furiosamente, forse per motivi di droga di cui l’uomo avrebbe fatto uso. Romeo, al culmine dell’alterco, non avrebbe esitato  a colpire la poveretta, madre di 3 figli di cui uno, il più piccolo, avuto dallo stesso pizzaiolo italiano, con 14 coltellate prima di darsi alla fuga.

L’abitazione dove si è consumato il femminicidio, in via San Ginés 38

La donna, urlando tanto da richiamare l’attenzione di vicini di casa e datori di lavoro, si sarebbe difesa sino allo stremo delle forze ma subito dopo sarebbe caduta esanime sul pavimento in un lago di sangue dopo un paio di fendenti alla gola. Sul luogo accorrevano gli inutili soccorsi e la polizia che nel giro di qualche ora riusciva ad arrestare il presunto assassino. Pare che il falegname di Nettuno, scappato dall’Italia sempre per presunte violenze di genere, avesse maltrattato Paula più volte ma la donna non lo aveva denunciato per paura di perdere la podestà genitoriale.

La donna, infatti, era stata inserita nel sistema spagnolo VioGén, una sorta di data base che monitora le violenze sulle donne, per aggressioni subite dal precedente compagno e padre degli altri due minori. L’indagato, anche lui presente su VioGén per precedenti atti di violenza di genere, si trova recluso presso il carcere di Malaga in attesa degli esiti dell’inchiesta. Romeo, se le prove che sta raccogliendo polizia e Interpol dovessero dare gli esiti sperati, avrebbe ucciso anche un’altra donna, tale Sibora Gagani, 22 anni, albanese, partita da Nettuno nel 2014 assieme al falegname di cui era diventata la compagna.

Sibora Gagani

La madre della ragazza, Betta Shahini, 57 anni, perdeva ben presto le tracce della figlia e l’uomo, alle continue telefonate della donna che chiedeva notizie di Sibora, rispondeva di non sapere nulla della giovane sparita da un giorno all’altro:

È andata via – diceva l’uomo alla madre in lacrime – non ci frequentiamo più. Forse è tornata in Italia“.  Le autorità spagnole non hanno mai chiuso le indagini sulla scomparsa di Sibora ed ora, a seguito dell’omicidio di Paula, gli investigatori iniziano a spiegarsi molti particolari e alcune analogie fra i due casi. Una volta giunti in Spagna Marco Gaio Romeo e Sibora Gagani, che qui si faceva chiamare Simona Faraone e lavorava come barista, si erano stabiliti a Torremolinos ma la ragazza era scomparsa dopo qualche mese di convivenza con il falegname:

Betta Shahini con la figlia Sibora

”Non aveva motivi per sparire senza dire nulla almeno a me – aggiunge Betta Shahini – non era da lei dileguarsi come un fantasma. Mi chiamava tutti i giorni, anche più volte al giorno, e poi più nulla. Sapevo che lui ogni tanto era aggressivo ma non ho pensato che l’avesse uccisa, forse un incidente domestico, un fatto casuale. Oggi purtroppo non so cosa pensare. Sono spariti tutti i dati di mia figlia, il collare, i social, oggi penso che sia stato lui. Gli avevo chiesto l’ultima volta che l’ho sentito, nel luglio del 2014, se aveva litigato con Sibora ma lui ha negato, mi ha detto solo che era andata via e poi anche lui è sparito…”.

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