A 26 anni dalla scomparsa, il ministro della Difesa rompe il silenzio istituzionale sulla figura del leader socialista.
A ventisei anni dalla scomparsa, la figura di Bettino Craxi segna un punto di svolta nel percorso di memoria istituzionale del Paese. Durante la consueta cerimonia ad Hammamet, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha reso omaggio alla tomba del leader socialista definendolo esplicitamente un “grande statista”.
Si tratta di un riconoscimento di eccezionale valore simbolico: è la prima volta, dopo gli anni del tramonto tunisino e gli scandali di Tangentopoli, che un ministro in carica utilizza ufficialmente questo appellativo in un contesto formale. Crosetto, ricordando la fermezza di Craxi durante la crisi di Sigonella, ha scritto nel libro delle firme: “Che lo spirito dello statista possa vegliare sulla nostra Repubblica”.
A suggellare il legame con quella che il leader definiva la sua “seconda patria”, è stata scoperta una stele commemorativa con un’incisione tratta dai suoi manoscritti: “La Tunisia è un Paese amico… L’Italia da qui mi sembra più vicina”. Un gesto che, insieme alle parole del ministro, punta a integrare definitivamente il profilo di Craxi nel mosaico della storia politica italiana.