Bloccato un carico di oltre 27mila litri proveniente dalla Germania e destinato al contrabbando.
Bolzano – Un carico “fantasma” di oltre 27 mila litri di idrocarburi, mascherato da prodotto lubrificante industriale e pronto a rifornire le auto di ignari cittadini. È questo il bilancio dell’operazione portata a termine dai finanzieri del Comando Provinciale di Bolzano, nell’ambito della costante azione di contrasto ai traffici illeciti e alle frodi fiscali lungo i principali assi viari transfrontalieri.
Il carico è stato intercettato lungo l’autostrada A22 da una pattuglia del Nucleo Mobile della Compagnia di Bressanone, dopo aver fermato per un controllo, nei pressi del casello di Bolzano Nord, un autoarticolato con targa polacca che viaggiava in direzione sud.
L’ispezione del semirimorchio centinato ha immediatamente svelato un carico imponente: 29 fusti in plastica (denominati I.B.C.) da 1.000 litri ciascuno. Sulla carta “olio lubrificante” – nello specifico, un agente distaccante per asfalto e cemento – in viaggio dalla Germania e apparentemente diretto nel sud Italia.
Tuttavia, il riscontro del liquido ha subito orientato i militari verso una realtà ben diversa, evidenziando caratteristiche del tutto assimilabili al gasolio da autotrazione. A far crollare definitivamente il castello documentale è stato lo screening investigativo eseguito in tempo reale dalle Fiamme Gialle sulla società destinataria. I finanzieri hanno infatti rilevato una macroscopica incongruenza: la ditta indicata nei documenti è in realtà un’agenzia marittima che opera nell’intermediazione dei trasporti. Un profilo aziendale per il quale appare del tutto inverosimile il fabbisogno o lo stoccaggio di tonnellate di prodotti industriali per l’edilizia.
Per gli investigatori è emerso chiaramente come il nominativo della società campana fosse stato inserito a tavolino al solo scopo di fornire una parvenza di legalità al trasporto, creando così un paravento formale per superare indenni i controlli su strada. I successivi riscontri tecnici hanno confermato il quadro sanzionatorio. Il conducente del mezzo, di nazionalità polacca, non è stato in grado di esibire il “Codice Amministrativo di Riscontro” (C.A.R.), documento informatico introdotto dal Testo Unico delle Accise (T.U.A.) tassativamente richiesto per tracciare la circolazione degli oli lubrificanti sul territorio nazionale.
L’intera spedizione si è configurata così come un palese tentativo di contrabbando, finalizzato alla sottrazione fraudolenta del pagamento delle accise e delle imposte gravanti sui prodotti energetici, stimate in circa 17 mila euro.
Al termine delle attività, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo dell’autoarticolato e del carico trasportato, quantificato in 23.040 chilogrammi (pari a circa 27.593 litri) di presunto gasolio. Contestualmente, la perquisizione della cabina di guida ha portato al sequestro di tre telefoni cellulari e della documentazione di trasporto. Il conducente del mezzo è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano per il delitto di sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici.