Commessa all’Eurospin, si era sentita male il giorno prima ma era andata lo stesso a lavorare. Crollata a terra priva di sensi, è stata operata d’urgenza per un’emorragia cerebrale. Il marito Filippo: “Le ho promesso che crescerò nostro figlio al meglio”.
Venezia – Francesca Battistella aveva 41 anni, un marito che la adorava e un figlio di un anno e sette mesi con gli occhi azzurri come i suoi. Martedì 16 giugno il suo cuore ha smesso di battere all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dopo dieci giorni di agonia. Un’emorragia cerebrale se l’è portata via.
Francesca lavorava come commessa all’Eurospin di Casale sul Sile. Il 5 giugno non si sentiva bene, ma il giorno dopo è andata comunque al lavoro. Mentre era in servizio è stata colta da un malore improvviso: ha perso i sensi ed è caduta, sbattendo la testa a terra. Trasportata d’urgenza in ospedale, è stata operata per un’emorragia cerebrale. Le sue condizioni si sono aggravate giorno dopo giorno, fino al tragico epilogo.
Francesca e Filippo Rizzato si erano conosciuti proprio sul lavoro. Entrambi di Mestre, stavano insieme dal 2019. “È stato un rapporto nato all’improvviso – racconta Filippo a Il Gazzettino – eravamo già adulti e abbiamo bruciato le tappe perché abbiamo capito subito che eravamo le due metà che cercavamo”. Il primo appuntamento fu in piscina: Francesca gli aveva concesso un’uscita e da lì non si erano più lasciati.
Gusti diversi – lui amante di Star Wars, lei delle commedie romantiche come Questione di tempo – ma un amore comune: Mio dolce amore dei Bee Hive, la canzone della serie Kiss me Licia, che avevano ballato persino al loro matrimonio.
I bambini erano la grande passione di Francesca. Li aveva sempre desiderati, e faceva beneficenza per loro. Quando Thomas è nato, un mese dopo le nozze, dopo venti ore di travaglio, la sua vita le era sembrata finalmente completa. “Il ricordo più forte di quando ci siamo definiti ‘famiglia’ – dice Filippo – sono state le foto col pancione tra il verde di Forte Marghera”. Filippo si è fatto tatuare due onde sul polso: la più grande per Francesca, la più piccola per Thomas. Lei avrebbe dovuto fare lo stesso tatuaggio, ma non ha fatto in tempo.
Negli ultimi giorni, Filippo si è alternato con i familiari di Francesca al suo capezzale, badando al piccolo Thomas che di notte sente la mancanza della mamma. “Le ho detto piangendo in ospedale che poteva aspettare un po’ per lasciarci soli. Le ho promesso – racconta – che farò tutto il meglio per crescerlo. Non ci siamo presi troppo sul serio fino alla fine, ci amavamo proprio per questo”.
E poi: “A nostro figlio racconterò quanto era bella sua mamma, dentro e fuori. Le somiglia, con quegli occhi azzurri. Voglio che capisca che qualcosa di lei è rimasto in lui, e gli racconterò di quanto sia stato un figlio desiderato. Ci siamo amati così tanto in questi anni da farmi trovare il coraggio di crescerlo senza di lei”.
Come da sua volontà, Francesca ha donato organi e tessuti. Il suo utero andrà a un’altra donna che sogna di diventare madre; lo stesso sogno che aveva avuto lei per tutta la vita.