Il corpo è stato scoperto in un edificio abbandonato del quartiere di Kypseli; dal suo cellulare risultano inviati messaggi nei giorni successivi al decesso.
Atene – Un dettaglio inquieta più di ogni altro gli inquirenti greci impegnati sul caso: nelle ore successive al decesso della donna, qualcuno avrebbe utilizzato il suo telefono per inviare messaggi, nel tentativo di far credere che fosse ancora viva. È uno degli elementi su cui si concentra ora l’indagine, aperta dopo il ritrovamento del cadavere in un immobile dismesso nel quartiere ateniese di Kypseli.
A dare l’allarme è stato un senzatetto, insospettito dall’odore acre che proveniva dallo stabile abbandonato. Gli agenti intervenuti hanno scoperto il corpo avvolto in un telo e chiuso in un sacco della spazzatura, a sua volta occultato dentro una valigia. Le prime verifiche condotte dal medico legale non hanno rilevato lesioni esterne né tracce riconducibili a una colluttazione, ma gli esperti forensi hanno stimato che la morte risalisse ad almeno tre giorni prima del ritrovamento. L’esame del Dna ha permesso di risalire con certezza all’identità della vittima.
Sulla base delle circostanze in cui è stato rinvenuto il corpo, gli investigatori non escludono l’ipotesi dell’omicidio. Le indagini si stanno ora concentrando sulla ricostruzione degli ultimi spostamenti della donna: con chi fosse in contatto, se avesse raggiunto la Grecia da sola o con qualcuno e se a suo nome risultassero prenotazioni in hotel.
La famiglia della vittima è stata informata dell’accaduto e la polizia scozzese ha confermato di essere in stretto contatto con i colleghi greci, fornendo assistenza ai parenti nel corso degli accertamenti.