La fenditura si è aperta nella zona rossa, a poche centinaia di metri da una scuola. Il sindaco Massimiliano Conti: “Siamo preoccupati”.
Niscemi (Caltanissetta) – La terra torna a spaccarsi, e stavolta senza nemmeno la scusa della pioggia. Una nuova, inquietante frattura lunga una sessantina di metri si è aperta in via Ustica, lungo il fronte della frana che dallo scorso gennaio tiene in ostaggio il paese nisseno. Una ferita che corre a cielo aperto, dentro la zona rossa, a meno di 500 metri dal plesso scolastico San Giuseppe. Le crepe si vedono a occhio nudo e i tecnici le controllano ogni giorno, con il fiato sospeso.
“Tutto viene costantemente monitorato, ma non possiamo negare di essere preoccupati“, ammette il sindaco Massimiliano Conti. A spaventare è soprattutto il momento in cui la spaccatura è comparsa: “In questo periodo non ci sono piogge, quindi il fenomeno va approfondito e compreso. Fa parte della naturale evoluzione del fronte frana, però vogliamo essere certi che non si tratti di una riattivazione del fenomeno franoso”.
Sul posto è arrivato anche il capo della Protezione civile e commissario straordinario Fabio Ciciliano, che ha riunito attorno a un tavolo sindaco, tecnici e istituzioni. “È stata registrata questa fessurazione, si trova nella zona sud-est e sarà monitorata”, ha spiegato. Poi la rassicurazione ai cittadini: “Non vi sono problemi di incolumità per la comunità. La cosa migliore che possiamo fare è continuare a monitorare, soprattutto dal punto di vista geologico”.
Il vertice è servito anche a fare il punto sugli interventi dopo la frana del 25 gennaio: la demolizione degli immobili non più recuperabili, la messa in sicurezza del versante e i contributi alle famiglie che hanno perso la casa. Sul piatto ci sono 150 milioni di euro: 75 per gli indennizzi e le demolizioni, altri 75 per blindare il costone. Ciciliano ha annunciato l’avvio dell’iter per due nuovi interventi, sul torrente Benefizio e sulla frana sud, pronti a partire con un decreto e la corsa alla gara d’appalto.
Resta il nodo delle prossime piogge. “L’arrivo delle precipitazioni preoccupa tutto il territorio nazionale, ma a Niscemi in modo particolare: è stata proprio la pioggia a far palesare la gigantesca frana di gennaio”, ha ricordato il commissario. “Bisognerà monitorare le piogge e valutarne l’effetto sul territorio”, ha aggiunto.
Quel crollo lasciò una cicatrice profonda: 236 nuclei familiari, circa 500 persone, costretti ad abbandonare le proprie case. Per loro sono previsti contributi per comprare una nuova abitazione, acquistare un terreno e ricostruire, oppure un ristoro economico; Comune e struttura commissariale stanno preparando l’avviso pubblico per l’accesso ai fondi. E mentre la Procura di Gela indaga per disastro colposo – con nel registro degli indagati anche gli ultimi quattro presidenti della Regione siciliana – il paese aspetta, guardando ogni giorno quella crepa che si allunga nel silenzio, senza pioggia.