Aiuti immediati per 500 sfollati, indagine amministrativa sulle omissioni dal 1997 e fondi europei di solidarietà in arrivo per l’emergenza.
Caltanissetta – La frana a Niscemi ha costretto all’evacuazione precauzionale di circa 500 persone nelle zone a rischio tra quartiere Sante Croci, Belvedere, torrente Benefizio e contrada Pirillo. Nessun ferito, ma danni a case e infrastrutture: il sindaco Massimiliano Conti parla di “situazione drammatica”, ha chiuso le scuole e attivato il Centro operativo comunale.
Il paese di 25mila abitanti rischia l’isolamento, con la provinciale 11 unica via per la statale Gela-Catania. Sul posto: 70 volontari, Vigili del Fuoco, tecnici regionali e forze dell’ordine; da Palermo arrivano centinaia di brandine per gli sfollati al palazzetto “Pio La Torre”.
Il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci ha annunciato la sospensione di rate mutui e obblighi contributivi per aziende inattive. Con la ministra Calderone, valuta ammortizzatori sociali. Relazionerà in Aula il 4 febbraio. Ha costituito un team di esperti per monitorare se la frana – già attiva nel 1997 – arretrerà verso il centro abitato. Proporrà un’indagine amministrativa in Consiglio dei ministri per omissioni passate: “Vogliamo capire la cronistoria degli ultimi 30 anni e le sottovalutazioni”.
Il governatore Renato Schifani e il capo della Protezione Civile regionale Salvo Cocina coordinano l’emergenza. Musumeci assicura “tetti dignitosi” in aree alternative indicate dal Comune. Il vicepresidente Ue Raffaele Fitto conferma sostegno per Sicilia, Calabria e Sardegna (colpite dal ciclone Harry), inclusa richiesta al Fondo di Solidarietà. Il ministro Tajani: “Prepariamo dati per l’Europa, che ha sempre risposto generosamente”.