FdI sopra la soglia del 30%: la Supermedia conferma il trend

Il centrodestra consolida la sua posizione, il Pd recupera terreno nell’opposizione e il referendum vede un fronte del Sì in crescita costante.

La prima Supermedia del 2026 non introduce scossoni, ma conferma alcune tendenze che si erano già delineate alla fine del 2025. La relativa scarsità di sondaggi pubblicati nelle prime due settimane dell’anno non impedisce di cogliere alcuni movimenti significativi, soprattutto all’interno dei blocchi politici e nel quadro del referendum costituzionale di marzo.

Il dato più evidente è il ritorno di Fratelli d’Italia sopra il 30%. Questo risultato, pur non rappresentando una novità assoluta, segnala una capacità di mantenere un consenso elevato anche in una fase di fisiologica stanchezza post‑festiva, quando l’attenzione politica tende a calare. Parallelamente, l’intera coalizione di centrodestra guadagna oltre un punto percentuale. Il contributo arriva in modo distribuito: Forza Italia e Lega crescono leggermente, mentre Noi Moderati resta stabile. Il quadro suggerisce un blocco elettorale coeso, che beneficia di un trend favorevole senza particolari squilibri interni.

Sul fronte opposto, il Partito Democratico registra un incremento di mezzo punto. Non si tratta di un balzo, ma di un segnale di consolidamento che assume valore soprattutto perché avviene mentre il Movimento 5 Stelle perde quasi un punto. Il rapporto di forza interno all’opposizione si modifica dunque a favore del Pd, che rafforza la sua posizione come principale polo alternativo al centrodestra. Il calo del M5s, invece, conferma una fase di difficoltà già emersa negli ultimi mesi del 2025.

Le forze più piccole mostrano variazioni minime. Verdi/Sinistra perde un decimale, Azione scende leggermente, Italia Viva cresce di poco. Il Terzo Polo, considerato come aggregato, guadagna due decimi. Questi movimenti, pur marginali, indicano un quadro frammentato ma stabile, in cui nessuna forza minore riesce a imprimere una direzione significativa al proprio trend.

Sul referendum del 22‑23 marzo, la Supermedia registra un vantaggio netto dei Sì, che salgono al 58,9%, con un incremento di oltre due punti rispetto all’11 dicembre. I No scendono al 41,1%. Il dato interessante non è solo il margine, ma la sua crescita: in un contesto in cui la campagna referendaria non è ancora entrata nella fase più intensa, il fronte favorevole alla riforma sembra beneficiare di una base di consenso già solida.

Il quadro politico appare stabile ma non immobile: sotto la superficie, si intravedono dinamiche che potrebbero diventare più evidenti con l’avvicinarsi delle scadenze politiche della primavera.