Falsi incidenti per truffare le assicurazioni: sei arresti

Dodici sinistri fittizi, oltre 100mila euro di rimborsi illeciti e un sistema che falsificava certificati, atti e presenze pur di incassare.

BAT- Un’operazione delle forze dell’ordine ha smantellato questa mattina una rete dedita alla simulazione di incidenti stradali inesistenti nella provincia BAT. Il bilancio è di sei misure cautelari e 26 denunciati a piede libero. Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dalla Compagnia carabinieri di Andria tra ottobre 2024 e marzo 2025, c’è un sistema collaudato: falsificare sinistri stradali per ottenere rimborsi assicurativi mai dovuti.

Tra i destinatari dei provvedimenti figurano nomi che colpiscono per la loro posizione istituzionale: Pasquale Doronzo (58 anni), ex comandante della stazione dei carabinieri di Canosa di Puglia e il collega Pierluigi Dipalo (44 anni), ancora in servizio. Con loro, due avvocati cerignolani, Giuseppe Gobbi e Nicola De Santis, e il medico Michele Marcandrea. Ai domiciliari è stato posto Gianfranco Specchio, anche lui medico.

Il meccanismo truffaldino era preciso: gli avvocati curavano le pratiche risarcitorie, i medici producevano certificati e diagnosi di comodo, mentre i carabinieri coinvolti garantivano la copertura burocratica attraverso atti ufficiali artefatti, rendendo i sinistri credibili agli occhi delle assicurazioni. Le controparti erano quasi sempre stranieri, spesso cittadini rumeni, alla guida di veicoli immatricolati in Romania o Bulgaria.

A smascherare la truffa sono stati incroci di dati difficili da smentire. Il 30 gennaio 2023, due presunti feriti di un incidente a Canosa risultavano fisicamente in Romania quella stessa giornata, eppure avevano firmato il modulo di constatazione amichevole. In un altro caso, un veicolo con targa romena coinvolto in un sinistro del 16 ottobre 2023 non aveva mai lasciato il territorio estero. Tabulati telefonici e tracciati GPS hanno poi inchiodato gli indagati: erano altrove rispetto ai luoghi degli incidenti dichiarati.

Particolarmente grave la condotta di uno dei medici: già agli arresti domiciliari, avrebbe continuato a emettere certificati falsi, ben 19, senza aver mai visitato i pazienti.

I dodici falsi sinistri finora accertati hanno fruttato alla rete oltre 100.000 euro. La cifra potrebbe però crescere sensibilmente: altri venti episodi sospetti sono ancora sotto esame.