Ex sacerdote condannato a tre anni per abusi su minori

La Corte d’Appello ha confermato la sentenza per don Giuseppe Rugolo. I giudici parlano di condotte manipolatorie e gravemente inappropriate.

La giustizia di secondo grado ha confermato la condanna a tre anni di reclusione per Giuseppe Rugolo, ex religioso accusato di violenze sessuali nei confronti di adolescenti. L’inchiesta era partita dalla denuncia di un sedicenne presentata nel 2021 per fatti risalenti al 2018, ma successivamente sono emersi almeno altri due casi di vittime minorenni.

I magistrati della Corte d’Appello di Caltanissetta hanno ritenuto pienamente attendibile il racconto della prima vittima che ha trovato il coraggio di denunciare, confermando integralmente quanto stabilito dal Tribunale di Enna in primo grado. Secondo i giudici, l’imputato avrebbe adottato comportamenti caratterizzati da “vera e propria devianza sessuale”, mascherando gli approcci inappropriati come innocui “scherzi tra amici”.

Nelle motivazioni si evidenzia come Rugolo utilizzassemodalità del tutto inappropriate per la sua funzione educativa e di guida spirituale, ricorrendo a tecniche di manipolazione psicologica sui giovani. A rafforzare il quadro probatorio, l’analisi degli accessi informatici dell’ex sacerdote: oltre 19mila visite a contenuti pornografici in appena nove mesi, elemento che per la Corte confermerebbe la “personalità deviata” dell’imputato.

Le condotte per cui Rugolo è stato condannato comprendono palpeggiamenti, contatti inappropriati sui genitali, baci allusivi e la condivisione di momenti intimi come la doccia. La difesa aveva tentato di sostenere che si trattasse di rapporti consensuali, ma i giudici hanno smontato completamente questa tesi, ribadendo la natura violenta e manipolatoria degli atti.

La vittima aveva segnalato gli abusi anche al vescovo di Piazza Armerina il 24 dicembre 2018. All’inizio del 2019 la diocesi aveva avviato un’indagine canonica preliminare sul sacerdote, conclusasi però senza esiti. In appello, la Curia è stata esclusa dal processo e dalla responsabilità civile, essendo considerata dai giudici un mero ufficio amministrativo interno alla struttura diocesana.