Alba Leonor Sevillano Zambrano, 42 anni, doveva scontare la pena fino al 2032. Nel 2011 strangolò un’anziana di 81 anni.
Milano – Alba Leonor Sevillano Zambrano, cittadina ecuadoriana condannata per l’omicidio di Franca Monfrini, è evasa non facendo rientro nella casa di reclusione di Bollate al termine di un permesso premio. La notizia è stata diffusa da Matteo Savino, vicesegretario regionale del sindacato Sappe, che ha confermato l’avvio immediato delle ricerche da parte della polizia penitenziaria.
La donna, oggi 42enne, stava scontando una condanna con fine pena fissata al 2032. Da circa tre anni beneficiava del regime previsto dall’articolo 21 (lavoro all’esterno) e di permessi periodici, grazie a un percorso detentivo giudicato fino a ieri impeccabile e caratterizzato da valutazioni positive degli educatori.
Il delitto per cui la donna si trovava in carcere risale a 15 anni fa e scosse il quartiere di via Borsa a Milano per la sua crudeltà. All’epoca 27enne e incinta, Zambrano si offrì di aiutare la vicina di casa 81enne, Franca Monfrini, a portare la spesa nell’appartamento. Una volta dentro, la strangolò con un foulard e ne soffocò l’ultimo respiro premendole un cuscino sul volto.
L’obiettivo erano i soldi. Dopo l’omicidio, rubò le chiavi e il bancomat della vittima, effettuando prelievi quotidiani da 500 euro. Gli inquirenti la individuarono proprio seguendo le tracce del denaro. Nonostante un tentativo di depistaggio (si era tagliata drasticamente i capelli), fu riconosciuta e arrestata mentre viaggiava su un autobus.
Il mancato rientro di una detenuta considerata (finora) “modello” solleva interrogativi sull’efficacia del sistema dei permessi per i reati di sangue. Le forze dell’ordine stanno ora monitorando porti, aeroporti e i possibili contatti della donna sul territorio milanese. Il timore degli inquirenti è che la donna, avendo ancora diversi anni di reclusione da scontare, possa aver pianificato una fuga definitiva per sottrarsi alla giustizia.