Escrementi e urina dietro l’altare: ira del parroco per le due chiese profanate

Imbrattati anche i paramenti sacri. Lo sfogo di Don Daniele Laghi: “Non si hanno parole, ora arrivano le telecamere”.

Trento – C’è chi non conosce più alcun limite, nemmeno la soglia di un luogo sacro. È lo sfregio che si è consumato a Brentonico, comune trentino di circa 4mila abitanti, dove ignoti hanno profanato due chiese trasformandole in una latrina. Nella cripta di San Giovanni dell’Arcipretale dedicata ai santi Pietro e Paolo e nella chiesa di San Rocco, il parroco don Daniele Laghi ha trovato una scena raccapricciante: escrementi e urina dietro l’altare, paramenti sacri imbrattati, rifiuti e resti di cibo gettati a terra. Vandali che, prima di andarsene, avrebbero perfino usato le tovaglie dell’altare per pulirsi.

Un oltraggio che ha lasciato la comunità senza parole. “Non si hanno parole di fronte a un atto vergognoso”, è lo sfogo affidato ai social dal sacerdote, che parla di un segno d’inciviltà nato “da quella che penso sia la noia galoppante di oggi, che porta ad azioni che non conoscono più limiti”.

Nonostante lo choc, il parroco non ha alcuna intenzione di arrendersi. Le chiese, assicura, resteranno aperte: “Io non indietreggio, proseguiremo come e meglio di prima”. Ma la misura è colma e i provvedimenti sono già in cantiere: “Avevamo in mente di dotarle di un impianto corposo di videosorveglianza per tutelarle al meglio. Sto facendo fare dei preventivi e sentirò la Soprintendenza e la Curia per conciliare l’inderogabile necessità di tutela con gli obblighi in materia di privacy”.

Sul fronte dei responsabili, don Daniele si è fatto un’idea precisa e vuole allontanare l’ombra dell’attacco religioso: Non può essere un atto contro la religione, perché altrimenti avrebbero potuto rovinare gli affreschi o rubare un quadro”. Il suo auspicio è che si tratti soltanto di una ragazzata: “Se fosse l’atto di un adulto, allargherei ancora di più le braccia”. Da qui l’appello ai residenti perché segnalino chiunque abbia notato persone sospette aggirarsi nei pressi delle chiese.

Don Daniele Laghi. Foto Facebook

Attorno al parroco si è stretta un’intera comunità. Sono arrivati attestati di solidarietà dalla Diocesi, con il vescovo monsignor Lauro Tisi e il vicario generale don Claudio Ferrari, dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dal sindaco Mauro Tonolli, che ha bollato l’episodio come “grave e inaccettabile, un gesto di profonda inciviltà”. Come segno di riparazione, sabato alle 19.45 la comunità si ritroverà in preghiera nella chiesa di San Rocco, prima della messa prefestiva, con altre preghiere previste al termine nella cripta violata.