Donna muore, marito e figlio tengono la salma in casa per due mesi

La macabra scoperta in un casolare nelle Marche. L’allarme è scattato dopo le segnalazioni dei servizi sanitari e di un vicino.

Macerata – Una vicenda drammatica, maturata nel silenzio e nell’isolamento di un casolare di campagna. È quella emersa a Troviggiano di Cingoli, nell’entroterra maceratese, dove una donna di 65 anni è stata trovata morta nella propria abitazione a distanza di oltre due mesi dal decesso.

Il corpo di Cornelia Daniela Merz, cittadina svizzera residente da anni nelle Marche, è stato rinvenuto in camera, composto sul letto e coperto da un lenzuolo. Le condizioni della salma, ormai in avanzato stato di decomposizione, hanno portato gli investigatori a ritenere che la morte risalga a circa due mesi fa.

La scoperta è avvenuta nella tarda mattinata di ieri, al termine di una serie di verifiche scattate dopo alcune segnalazioni. Da un lato il Dipartimento di Salute Mentale di Jesi aveva evidenziato l’assenza agli appuntamenti terapeutici del figlio della donna, un 43enne con disabilità seguito dai servizi sanitari. Dall’altro, un vicino aveva manifestato preoccupazione perché la 65enne non veniva più vista da tempo.

Per questo assistenti sociali e agenti della polizia locale si sono recati nell’abitazione della famiglia. Alla richiesta di informazioni sulla moglie, il marito della donna, un 74enne, avrebbe risposto che la consorte era uscita per fare la spesa. La situazione, però, ha insospettito gli operatori, spingendoli a effettuare ulteriori controlli all’interno dell’abitazione.

Una volta entrati nel casolare, è emersa la tragica realtà. I primi accertamenti non avrebbero evidenziato segni riconducibili a una morte violenta. Sul corpo della donna, infatti, non sarebbero stati riscontrati traumi o lesioni evidenti. Sarà tuttavia l’autopsia, già disposta dalla Procura, a chiarire le cause del decesso e a stabilire con maggiore precisione l’epoca della morte.

Dalle prime ricostruzioni emerge un quadro di forte isolamento sociale e fragilità familiare. La famiglia, secondo quanto trapela, non avrebbe avuto un medico di base e non sarebbe stata seguita dai servizi sociali. Il marito, ex cameriere che aveva lavorato per anni all’estero, conduceva una vita molto riservata e con pochi rapporti con l’esterno. Il figlio, affetto da una grave disabilità, potrebbe non aver compreso pienamente quanto accaduto alla madre.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella di una mancata elaborazione del lutto da parte del marito, che avrebbe continuato a vivere nell’abitazione accanto al corpo della moglie dopo il decesso. Un aspetto che dovrà essere approfondito insieme alle condizioni psicologiche dei familiari.

Le indagini dei carabinieri e della Procura proseguono per ricostruire tutti i contorni della vicenda. Il primo tassello sarà rappresentato dall’esame autoptico, chiamato a fare luce sulle cause della morte della 65enne e sulle circostanze che hanno portato il suo decesso a rimanere nascosto per settimane.