Disabile preso di mira da un branco

La vittima, un ragazzo con ritardo cognitivo e invalido al 75%, ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla madre.

Napoli – C’è voluto quasi un anno prima che qualcuno sapesse. La vittima, un giovane con ritardo cognitivo e un’invalidità certificata al 75%, ha tenuto tutto dentro finché non ha trovato il coraggio di confidarsi con la madre. Da quel momento i carabinieri di Afragola hanno ricostruito pezzo per pezzo ciò che era accaduto, fino ad arrivare all’arresto di tre uomini di 33, 21 e 19 anni.

Quello che emerge dalle indagini è un repertorio di crudeltà che va ben oltre il singolo episodio. I tre avrebbero agito con continuità e con una certa fantasia nel fare del male: bruciature di sigarette sulla pelle, bevande alterate con peperoncino e cipolla somministrate a forza, fino alle minacce usate per imporre abusi sessuali, tra cui quella di amputare un dito alla vittima in caso di rifiuto.

Il Gip Fabrizio Forte parla esplicitamente di “logica da branco e descrive la vittima come trattata alla stregua di qualcuno che non merita il riconoscimento di persona. Una scelta, quella del bersaglio, che non appare casuale: la vulnerabilità del ragazzo era parte integrante del meccanismo.