Il progetto Investo Digitale prevede voucher per software, intelligenza artificiale e cybersicurezza, con procedure online e sostegni.
Roma – Assosoftware, AIIP, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni presentano al Governo “Investo Digitale”, la proposta di incentivo auspicato per la prossima legge di bilancio. L’obiettivo è accelerare la digitalizzazione delle micro e piccole imprese, degli studi professionali e degli enti del Terzo settore.
La proposta è avallata da un’indagine dell’Istituto Piepoli su 1.232 aziende tra i 2 e i 99 addetti: 500 micro, piccole e medie imprese italiane e 732 imprese associate a sigle di categoria.
Il sondaggio: interesse molto alto, il costo è il primo freno Il 76% delle aziende intervistate dichiara che utilizzerebbe un voucher pubblico, se erogato con procedure semplici e con sconto o addebito diretto dal fornitore. Tra le imprese associate la quota sale al 94%. Il 70% è convinto che lo strumento farebbe concretamente la differenza per la propria competitività nell’arco di tre anni. Il costo elevato e la mancanza di incentivi sono il primo ostacolo agli investimenti digitali per il 56% delle aziende. Un contributo del valore medio stimato di circa 6.200 euro risponderebbe a un bisogno finanziario reale. Con il voucher le priorità di investimento sarebbero Intelligenza Artificiale e automazione dei processi (30%), software gestionale ERP (20%) e software amministrativo/contabile (11%). I principali benefici attesi sono il risparmio di tempo (22%), la riduzione dei costi operativi (21%) e l’aumento della produttività (19%).
Investo Digitale: le linee della proposta Investo Digitale è un contributo diretto, semplice e pluriennale. Riguarda software, cloud, intelligenza artificiale e cybersicurezza e finanzia non solo l’acquisto, ma anche implementazione, formazione e consulenza. Gli incentivi esistenti, osservano i promotori, si sono concentrati soprattutto sui beni materiali e risultano spesso troppo complessi per le realtà meno strutturate. Il modello di attuazione è una procedura interamente online, voucher facilmente accessibili e una rete di fornitori qualificati. Inoltre, allarga il perimetro a formazione, consulenza, intelligenza artificiale, cybersicurezza, certificazioni e servizi continuativi, nonché premialità per le soluzioni sviluppate in Italia e in Europa. Il contributo andrebbe erogato in relazione all’effettiva messa in funzione degli strumenti, non al loro semplice acquisto. Investo Digitale non vuole essere un incentivo settoriale, ma una politica orizzontale per incrementare la produttività del sistema economico, in cui le associazioni possono inoltre svolgere un ruolo concreto nell’analisi delle necessità, nell’informazione, nell’accompagnamento delle imprese e nella diffusione territoriale della misura.
La proposta si basa su un impegno di risorse pubbliche nell’arco di un triennio. Secondo le stime dei promotori potrebbe raggiungere 578.496 beneficiari e attivare 6,48 miliardi di euro di investimenti, con un effetto leva di 1,79 euro per ogni euro pubblico. Nello scenario centrale la produttività delle imprese beneficiarie aumenterebbe tra il 2,8% e il 3,7%, con un impatto cumulato sul PIL tra lo 0,45% e lo 0,65%. Nello scenario di attuazione accelerata l’effetto potrebbe raggiungere lo 0,75- 0,95% del PIL. Così, in una nota congiunta, Assosoftware, AIIP, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni.



