Diana, sparita nel nulla a 15 anni: il suo telefono si accende in Romania

Undici giorni di silenzio, poi la svolta: l’ultimo segnale del cellulare oltre confine. Gli inquirenti cercano possibili complici.

Giulianova – Sono ore scandite dall’attesa e da una fitta cooperazione internazionale quelle che avvolgono il giallo di Diana Maruntelu, la 15enne di origini romene di cui si sono perse le tracce dallo scorso sabato 4 luglio. Nata a Mirano, in provincia di Venezia, ma cresciuta con la famiglia a Giulianova, nel Teramano, la ragazzina è svanita nel nulla in una calda mattina d’estate, lasciando dietro di sé solo domande e una comunità con il fiato sospeso.

A riaccendere una speranza, dopo giorni di ricerche disperate, è stato un segnale. Un impulso captato dai tecnici che ha fatto scattare l’allarme oltre confine: il cellulare di Diana, dopo aver agganciato l’ultima cella italiana a Civitanova Marche nel pomeriggio di quel sabato, il giorno seguente, domenica 5 luglio, ha sollecitato i ripetitori in Romania. Una traccia sottile ma decisiva, che ha spostato il baricentro delle indagini nel Paese d’origine dei suoi genitori.

Dopo dieci giorni di indagini blindate, condotte nel massimo riserbo per non compromettere le ricerche, la Procura di Teramo ha deciso di rompere il silenzio. In pieno accordo con i familiari, gli inquirenti hanno autorizzato la diffusione del nome, delle foto e dei dettagli identificativi della minore: una mossa considerata decisiva per allargare il campo delle ricerche a chiunque possa averla vista. Diana è alta un metro e 64 centimetri, pesa circa 60 chilogrammi, ha capelli neri lunghi e lisci, occhi castani e corporatura media. Quando è uscita di casa indossava una maglietta blu con la scritta bianca Adidas, pantaloncini corti rosa, scarpe Nike bianche e portava con sé una borsetta rosa.

La ricostruzione degli inquirenti disegna un percorso dai contorni precisi. Diana è stata vista per l’ultima volta attorno a mezzogiorno del 4 luglio, da sola, nei pressi del Parco Franchi di Giulianova. Poi, dopo l’ora di pranzo, il vuoto: non ha più risposto al telefono, rendendosi irreperibile. Un particolare inquieta più di ogni altro gli investigatori: nonostante l’apparecchio risulti oggi spento, i suoi profili social risulterebbero costantemente aggiornati. Un dettaglio che avvalora l’ipotesi di un allontanamento all’estero, forse addirittura volontario.

Ma dietro la fuga di una ragazzina di 15 anni potrebbe nascondersi ben altro. Gli inquirenti mantengono aperte tutte le piste, eppure l’attenzione è tutta concentrata sulla presenza di uno o più complici, presumibilmente maggiorenni, che potrebbero averla agevolata, convinta o addirittura costretta ad allontanarsi. Trattandosi di una minore, la Procura ha già aperto un fascicolo ipotizzando reati a carico di terzi, per i quali potrebbero profilarsi severe responsabilità penali.

Sul caso lavorano fianco a fianco il sostituto procuratore di Teramo, Elisabetta Labanti, la Procura per i minorenni dell’Aquila e i carabinieri della compagnia locale, mentre la Prefettura di Teramo coordina i protocolli di ricerca sul territorio. Ora la palla passa a Bucarest: dalle autorità romene sono attesi, nelle prossime ore, i riscontri che potrebbero finalmente dire dove si trova Diana. E riportarla a casa.