Il deputato di FdI critica il “modello Milano” e lancia una triplice offensiva contro le politiche del centrosinistra: “La città è ostaggio di degrado e criminalità straniera”.
Milano – Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, ha lanciato una tripla offensiva contro le politiche del centrosinistra milanese e nazionale, denunciando quello che definisce un quadro di degrado urbano e mancanza di controllo del territorio.
L’ex vicesindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi ha concentrato i suoi attacchi su tre questioni che considera emblematiche dei fallimenti della sinistra: la proliferazione di moschee abusive, la distribuzione di pipe per il crack a Bologna e l’escalation di violenza tra stranieri nel capoluogo lombardo.
Via Paruta e le moschee abusive
Insieme al consigliere municipale Bruno Romeo, De Corato ha denunciato la situazione di via Paruta 62, dove un capannone verrebbe utilizzato quotidianamente come luogo di preghiera islamica non autorizzato. “Gli abitanti si sentono ormai ostaggio”, affermano i due esponenti di FdI, lamentando che l’attività si svolgerebbe “con urla e toni di voce molto alti” in una zona già segnata da criticità.

La denuncia si inserisce in un quadro più ampio che vede, secondo De Corato, la moltiplicazione di luoghi di culto non riconosciuti lungo via Padova, tra cui la Casa della Cultura Islamica Onlus e la Moschea Mariam. “Non bastavano le criticità della zona, ora anche una nuova moschea abusiva. È inaccettabile”, tuona il deputato, chiedendo l’intervento di Procura e Comune per “chiudere i luoghi abusivi”.
Bologna nel mirino: “Le pipe del crack sono un errore”
De Corato ha poi puntato il dito contro la decisione del Comune di Bologna di avviare la distribuzione gratuita di pipe per il consumo di crack, definendola “un errore politico e culturale”. Secondo il parlamentare, “consegnare materiali per l’uso di droga non significa proteggere i più fragili ma finire per incentivare il consumo, abbassando le barriere psicologiche e normalizzando il gesto”.

La critica si estende al concetto stesso di riduzione del danno, che De Corato considera “una scorciatoia che lascia intatti i problemi veri: spaccio diffuso, carenza di comunità e posti in disintossicazione, sofferenza psichica e marginalità abitativa”. L’avvertimento a Milano è esplicito: “La sinistra non copi Bologna. Non servono progetti-vetrina che scaricano il costo sociale sui quartieri”.
L’escalation di violenza tra stranieri
Il terzo fronte di attacco riguarda la sicurezza urbana, con particolare riferimento all’episodio di accoltellamento avvenuto in zona Gorla. “Soprattutto nei fine settimana, a Milano, da qualche mesi vanno di moda le coltellate tra stranieri”, ha dichiarato De Corato, specificando che il caso di Gorla ha visto coinvolti cittadini salvadoregni.
Il deputato ha puntato il dito contro quello che definisce “un alto tasso di criminalità straniera che fa da padrona”, criticando il Comune per non contrastarla adeguatamente nonostante “gli enormi sforzi di Polizia di Stato e Carabinieri”. La proposta è quella di intensificare i controlli sui permessi di soggiorno temporanei: “Tutti questi stranieri arrivano in Italia con permessi di tre mesi, poi però non tornano più nelle loro nazioni e rimangono da noi”.

“Ricordo che secondo i dati del Prefetto e del Sindaco, in città l’80% dei furti è commesso da stranieri e, nel caso specifico degli orologi, sono quasi sempre nordafricani i ladri. Solo nell’ultimo mese, per le strade della città, a turisti e persone di passaggio sono stati rubati Patek Philippe, Richard Mille e Cartier per un valore complessivo di oltre 500.000 euro” spiega l’ex vicesindaco.
Il centrosinistra “in frantumi”
De Corato ha colto l’occasione per attaccare anche le divisioni interne al centrosinistra milanese, citando le dichiarazioni del consigliere comunale dei Verdi Monguzzi e del senatore Scalfarotto. “Il Centrosinistra è in frantumi”, ha affermato, criticando Monguzzi per le sue posizioni sull’urbanistica milanese e Scalfarotto per aver elogiato il “modello Milano” senza riconoscerne “le responsabilità e gli errori che hanno portato prima penalizzazioni e gravi disagi per i milanesi, poi a denunce, avvisi di garanzie e qualche arresto da parte della Procura”.
Il parlamentare di FdI si posiziona come alfiere di un approccio più rigoroso su tutti questi fronti, contrapponendo alla linea del centrosinistra una visione basata su “sicurezza, cura e serietà”.