Dallo zafferano alla vaniglia, quando la scienza smaschera le frodi alimentari

L’Istituto di Ricerche Chimiche e Biochimiche G. Ronzoni partecipa al progetto SNIF insieme a Politecnico di Milano e CNR per garantire autenticità, qualità e sostenibilità degli aromi naturali.

Milano – Dallo zafferano alla vaniglia, dagli aromi naturali utilizzati nei prodotti alimentari fino agli esaltatori di gusto impiegati nelle preparazioni industriali: dietro ingredienti di uso quotidiano si cela un settore complesso e di grande valore economico, spesso esposto al rischio di contraffazioni e adulterazioni.

Il mercato europeo dello zafferano è stato stimato in oltre 260 milioni di dollari nel 2024, con l’Italia che rappresenta una quota significativa del consumo. Anche la domanda di vaniglia naturale è in forte crescita: le importazioni italiane sono passate da 16 tonnellate nel 2020 a 51 tonnellate nel 2024. Parallelamente, il comparto dei prodotti di largo consumo e delle preparazioni industriali supera in Italia 1,1 milioni di tonnellate annue, per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di euro.

In questo contesto si inserisce il contributo dell’Istituto di Ricerche Chimiche e Biochimiche “G. Ronzoni”, tra i partner scientifici (insieme a Politecnico di Milano e CNR) del progetto SNIF – Safer and more Sustainable Natural Ingredients for Food Industry. L’iniziativa, avviata a settembre 2025, è finanziata da Regione Lombardia e Unione Europea nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021–2027, con un investimento complessivo di circa 4,8 milioni di euro.

L’obiettivo è rafforzare la sicurezza, l’autenticità e la sostenibilità degli ingredienti naturali destinati all’industria alimentare, in un mercato sempre più strategico e allo stesso tempo vulnerabile.