Dalla chiusura alla rinascita dell’ospedale San Giacomo

UGL Salute: “Scelta giusta dopo i tagli che hanno penalizzato i cittadini. Ora si costruisca una vera risposta ai bisogni di cura”.

Roma – «La futura riapertura del San Giacomo non è solo una buona notizia: è il risultato di una battaglia che la UGL Salute porta avanti da anni». Così dichiarano Fabrizio Fabbri, segretario regionale, e Valerio Franceschini, segretario provinciale, commentando l’avvio della gara per la nuova vita dello storico presidio della Capitale.

Il sindacato ricorda come la chiusura del San Giacomo, avvenuta nel 2008 per assurde logiche di taglio alla sanità, sia stata una scelta profondamente dannosa che ha privato il centro storico di Roma di una struttura pubblica fondamentale. Una decisione che nel corso degli anni ha aggravato le liste d’attesa e costretto migliaia di cittadini a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure.

L’attuale giunta regionale guidata dal presidente Rocca ha avuto il merito di riaprire concretamente il dossier, avviando un iter amministrativo che, secondo le tempistiche previste, dovrebbe portare alla riattivazione del San Giacomo tra la fine del 2028 e il 2029. «Un passaggio importante – sottolineano Fabbri e Franceschini – che restituisce ai cittadini una prospettiva reale dopo anni di immobilismo».

Il nuovo San Giacomo dovrà essere una struttura moderna, dedicata alle fragilità, alle cure intermedie e ai servizi territoriali, capace di alleggerire i pronto soccorso e riportare funzioni essenziali nel cuore della città.

Per la UGL Salute, però, la vera sfida sarà rendere la struttura realmente operativa. «Senza personale non c’è sanità. Per questo – affermano Fabbri e Franceschini – le assunzioni devono essere il pilastro del progetto. Servono organici adeguati per Rsa, lungodegenza, ambulatori e percorsi diagnostico-terapeutici, con professionisti sufficienti e turni sostenibili».

«La riapertura del San Giacomo – concludono – può diventare un nuovo simbolo del rilancio della sanità pubblica dopo anni di tagli. Ora occorre procedere con determinazione, mettendo al centro i cittadini e chi ogni giorno garantisce le cure».