Cuore per il bimbo del Monaldi: il trapianto non si farà

Il collegio di esperti boccia l’operazione: condizioni troppo gravi dopo il primo intervento fallito per il trasporto dell’organo in un frigo non a norma.

Napoli – Una sentenza definitiva che sembra spegnere ogni luce di speranza. Il consulto tra i massimi esperti di trapiantologia pediatrica italiana, riuniti d’urgenza al Monaldi, ha stabilito che per il piccolo di due anni e mezzo a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato non ci sarà un nuovo intervento. Le condizioni cliniche del bambino sono state giudicate “non compatibili con un nuovo trapianto”, mettendo fine nel modo più tragico a una vicenda che ha scosso l’intera nazione.

La decisione è arrivata dopo un lungo e sofferto confronto collegiale tra gli specialisti arrivati dai principali centri d’eccellenza del Paese. L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha confermato che la valutazione, effettuata direttamente al letto del paziente e basata sugli ultimi esami strumentali, non lascia spazio a manovre: il rischio è troppo alto. La Direzione Strategica ha già provveduto a informare il Centro Nazionale Trapianti della rimozione del piccolo dalla lista d’attesa, esprimendo profonda vicinanza alla famiglia.

Fino a ieri sera sembrava esserci un barlume di speranza con l’individuazione di un organo compatibile. Tuttavia, l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, aveva già evidenziato la drammaticità della situazione: le probabilità di successo di un secondo intervento erano stimate in appena il 10%. Secondo quanto riferito dal legale, l’unico medico disposto a tentare l’impresa sarebbe stato il cardiochirurgo che aveva eseguito la prima operazione, mentre il resto del collegio ha ritenuto che il quadro clinico fosse ormai troppo compromesso.

La madre del bambino, Patrizia Mercolino, che nei giorni scorsi aveva ricevuto una telefonata di sostegno dalla premier Giorgia Meloni, è stata prontamente informata dai medici. Resta ora aperto il fronte giudiziario per accertare le responsabilità di quel primo trapianto fallito a causa del “congelamento” dell’organo nel box-frigo non a norma durante il tragitto da Bolzano, un errore che ha segnato irrimediabilmente il destino del piccolo Domenico.