Cuore “bruciato”: il Bambino Gesù gela le speranze

L’ospedale romano ritiene il piccolo non più trapiantabile. Intanto sotto la lente d’ingrandimento c’è l’intera catena del soccorso, dal prelievo dell’organo a Bolzano fino all’intervento a Napoli.

Napoli – Si complica drammaticamente il caso del bambino di 2 anni a cui è stato trapiantato un cuore lesionato presso l’ospedale Monaldi. La famiglia, nel tentativo disperato di salvare il figlio, si era rivolta all’eccellenza del Bambino Gesù di Roma per un parere su un eventuale secondo trapianto, ma la risposta è stata negativa: secondo i medici della Capitale, le condizioni del bimbo sono tali da renderlo “non più trapiantabile”.

Il piccolo, al momenti, è ricoverato in terapia intensiva, tenuto in vita dal macchinario Ecmo. Sebbene il quadro sia stazionario, i medici segnalano un progressivo peggioramento dei parametri del fegato: il supporto artificiale, pur essendo vitale, causa una scarsa ossigenazione che sta lentamente danneggiando gli organi interni.

Parallelamente al dramma clinico, prosegue l’inchiesta della Procura di Napoli coordinata da Nicola Gratteri. Sotto la lente d’ingrandimento c’è l’intera catena del soccorso, dal prelievo dell’organo a Bolzano fino al trapianto a Napoli.

I carabinieri del Nas hanno sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto. L’ipotesi è che, a causa di un malfunzionamento del box termico, sia stato aggiunto del ghiaccio secco per mantenere la temperatura. Questa sostanza avrebbe però “bruciato” le fibre del muscolo cardiaco, rendendolo inutilizzabile.

Sono sei i professionisti iscritti nel registro degli indagati (due chirurghi e quattro tra medici e paramedici) con l’accusa di lesioni colpose gravissime. Il Ministero della Salute e il governatore della Campania, Roberto Fico, hanno inviato gli ispettori sia al San Maurizio di Bolzano che al Monaldi di Napoli per accertare eventuali falle nei protocolli di espianto e trasporto.

Nonostante il parere dell’ospedale romano e il quadro clinico critico, la mamma del piccolo continua a sperare in un miracolo, mentre la magistratura si prepara a nominare esperti in cardiologia pediatrica per una perizia tecnica sul contenitore e sulle procedure seguite dall’équipe medica durante quel tragico 23 dicembre.