Crans-Montana, il cuore dell’inchiesta: i controlli “fantasma”

La Procura ha alzato il tiro, estendendo l’inchiesta all’intera amministrazione comunale: tra i nuovi indagati anche il sindaco Féraud.

Crans-Montana – L’indagine sulla strage di Capodanno al club Constellation, costata la vita a 41 persone, si allarga. La Procura del Vallese ha alzato il tiro, estendendo formalmente l’inchiesta penale all’intera amministrazione comunale: tra i nuovi indagati figura anche il sindaco Nicolas Féraud.

L’indagine, che inizialmente si era concentrata sui coniugi Jacques e Jessica Moretti (i titolari del locale che erano stati aggrediti dai familiari delle vittime), ha subito una svolta decisiva il 5 marzo. Gli inquirenti ipotizzano ora una “catena di omissioni” che avrebbe reso il club una trappola mortale.

Oltre al sindaco Féraud, nel registro degli indagati sono state iscritte altre quattro persone legate all’amministrazione cittadina: l’ex consigliere comunale alla Pubblica Sicurezza (in carica dal 2021 al 2024); l’ex capo della Protezione Antincendio e il suo vice; un membro attuale del team di Pubblica Sicurezza del Comune. Per tutti loro, l’accusa non è di natura puramente amministrativa, ma penale e gravissima.

La Procura non ha fatto sconti: i nuovi indagati devono rispondere degli stessi reati contestati ai proprietari del locale: incendio doloso colposo per aver permesso l’esercizio di un’attività in condizioni di rischio estremo; omicidio colposo plurimo per le 41 vite spezzate nella notte di San Silvestro; lesioni personali gravi colpose per i numerosi feriti e i sopravvissuti che portano ancora i segni del rogo.

Secondo quanto ricostruito da diverse testate locali, l’attenzione si è spostata sui mancati doveri di vigilanza. Gli inquirenti sospettano che il locale non avesse i requisiti minimi per ospitare eventi di quella portata e che le autorità preposte ai controlli abbiano chiuso un occhio (o entrambi) sulle irregolarità strutturali e antincendio del Constellation.

L’ordinanza di estensione dell’inchiesta, emessa venerdì scorso, conferma che il Comune svizzero è ora ritenuto parte attiva, seppur per omissione, nella dinamica della tragedia.