Indagini della Digos. Il 9 gennaio i manifestanti hanno raggiunto il Commissariato Dora Vanchiglia, causando danni per oltre 20mila euro. Quattro agenti e un carabiniere rimasero feriti.
Torino – Questa mattina, la Polizia di Stato di Torino, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito otto misure cautelari tra arresti domiciliari e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti, emessi dal G.I.P., riguardano soggetti indagati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
Le misure scaturiscono dalle indagini condotte dalla Digos sui fatti del 9 gennaio scorso, quando circa 500 manifestanti hanno preso parte a un corteo in solidarietà per la morte di Ramy Elgaml, il giovane rimasto ucciso durante un inseguimento con i carabinieri a Milano.
Dopo essersi radunati in piazza della Repubblica, i manifestanti hanno raggiunto il Commissariato Dora Vanchiglia, imbrattandone le mura e infrangendo le vetrate, causando danni per circa 12.500 euro. Successivamente, hanno lanciato oggetti, bottiglie di vetro, pietre e artifici esplosivi contro le Forze dell’Ordine, danneggiando mezzi di servizio per un valore di circa 18.000 euro e tentando di forzare un blindato con un militare all’interno.
Il corteo è poi proseguito verso il Comando Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta in piazza Carlina, dove si sono verificati ulteriori lanci di pietre, bottiglie e petardi contro le forze dell’ordine. Negli scontri sono rimasti feriti quattro agenti del Reparto Mobile di Torino e un militare dei Carabinieri.