Corre a fare una sorpresa al fidanzato: 17enne travolta e uccisa dal treno

Scesa dal convoglio, ha attraversato i binari senza usare il sottopasso. Forse le cuffie nelle orecchie le hanno impedito di sentire l’Intercity in arrivo.

Lecce – Ci sono attese che non finiscono mai, sospese per sempre su un binario. Benedetta Daniele aveva 17 anni, il cuore leggero di chi corre incontro alla felicità e un solo pensiero in testa: raggiungere il suo ragazzo e vederlo sorpreso, felice, davanti a lei. Non c’è mai arrivata. La sera di venerdì 21 agosto, poco dopo le 20, la giovane è stata travolta e uccisa da un treno nella stazione di Squinzano, a pochi chilometri da Lecce. Aveva salutato la sua città per un viaggio breve, quasi banale, che si è trasformato nella più cieca delle tragedie.

La ricostruzione degli inquirenti restituisce l’immagine di pochi istanti fatali. Benedetta era appena scesa dal treno che l’aveva portata da Lecce. Davanti a sé, il fidanzato da raggiungere. Invece di imboccare il sottopasso della stazione, la ragazza avrebbe deciso di attraversare i binari per fare prima. In quel momento, sopraggiungeva a tutta velocità l’Intercity Notte 752 partito da Lecce alle 19.50 e diretto verso Brindisi.

Il macchinista l’ha vista. Ha azionato la frenata d’emergenza e ha suonato ripetutamente i segnali acustici, ma la massa e la velocità del convoglio non gli hanno lasciato scampo: fermare quel treno in tempo era impossibile. L’impatto è stato violentissimo. Alcuni passeggeri hanno dato l’allarme, i sanitari del 118 sono arrivati in pochi minuti e hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. Inutilmente. Per Benedetta non c’è stato nulla da fare.

C’è un dettaglio che rende ancora più straziante il racconto. Secondo una testimone, la ragazza avrebbe avuto le cuffie nelle orecchie: non avrebbe sentito arrivare il treno. È una delle ipotesi al vaglio degli investigatori, che stanno esaminando le testimonianze e i filmati delle telecamere di videosorveglianza. Gli inquirenti hanno smentito invece la voce, circolata subito dopo l’incidente, secondo cui Benedetta fosse in compagnia di un gruppo di amiche: era sola.

La circolazione ferroviaria è rimasta bloccata a lungo per consentire i rilievi. Sono rimasti fermi due Frecciarossa in arrivo da Milano e altri due da Roma, mentre due Intercity hanno interrotto la corsa a Brindisi e a Bari. Sul piazzale della stazione i lampeggianti dei carabinieri e della polizia ferroviaria hanno illuminato la notte, mentre a distanza un gruppo di amici arrivati da Lecce osservava in silenzio, i volti bassi, qualcuno in lacrime.

Le indagini hanno escluso il gesto volontario. La salma è già stata restituita ai familiari su disposizione del sostituto procuratore Alfredo Manca, e gli inquirenti ritengono di non dover neppure aprire un fascicolo: solo una tragica fatalità. Benedetta avrebbe compiuto 18 anni a dicembre. Sui social restano pochi selfie di una ragazza descritta da tutti come discreta, riservata, felicissima e innamoratissima.

A dare voce al dolore dell’intera comunità è il sindaco di Squinzano, Mario Pede: “È una tragedia che colpisce tutti noi, ci stringiamo al dolore della famiglia”. Oggi, in quel paese dove Benedetta era arrivata per regalare un sorriso, resta soltanto il silenzio di una sorpresa che non è mai stata svelata.